Donald Trump boccia il riconoscimento dello Stato di Palestina definendolo “una ricompensa per Hamas e i suoi terribili attacchi”, ma allo stesso tempo garantisce ai leader arabi e musulmani — incontrati a margine dell’Assemblea generale dell’Onu — che non permetterà a Israele di annettere l’intera Cisgiordania, come minacciato dal premier Benyamin Netanyahu dopo la mossa di oltre una dozzina di Paesi all’Onu.

Secondo quanto riportato da Politico, il presidente americano ha presentato ai presenti un documento che delinea il piano statunitense per porre fine alla guerra a Gaza. Fonti citate da Axios descrivono la road map del tycoon: rilascio di tutti gli ostaggi israeliani, un cessate il fuoco permanente, il graduale ritiro di Israele dalla Striscia, e la creazione di un meccanismo di governo per Gaza senza la partecipazione di Hamas.

Il piano includerebbe inoltre la costituzione di una forza di sicurezza composta da palestinesi e soldati di paesi arabi e terzi, finanziamenti arabi per la nuova amministrazione e per la ricostruzione, e il coinvolgimento dell’Autorità nazionale palestinese. La proposta sarebbe stata accolta positivamente da diversi leader: il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito l’incontro “molto fruttuoso”.

Tuttavia, la speranza di un cessate il fuoco appare ancora lontana. I leader presenti avrebbero manifestato frustrazione per il rifiuto di Trump di riconoscere uno Stato palestinese e per il suo sostegno continuo a Netanyahu, che nei prossimi giorni sarà ricevuto alla Casa Bianca. Sul terreno la situazione resta drammatica: mentre l’esercito israeliano avanza in una Gaza City in gran parte svuotata, nelle ultime ore si registrano nuove decine di vittime nella Striscia — almeno 40 secondo fonti locali — tra cui 22 persone morte in un raid aereo su un deposito dove si erano rifugiati sfollati, compresi bambini.

La tensione si estende anche al sud di Israele: ad Eilat l’allarme antiaereo è tornato per un drone lanciato dallo Yemen che è esploso vicino a un hotel, ferendo 22 persone, due delle quali in modo grave. Il sindaco Eli Lankri ha denunciato “il terzo attacco in meno di due settimane” e chiesto che venga eliminata la minaccia degli Houthi, che dal 7 ottobre 2023 hanno compiuto ripetuti raid contro Israele e naviglio commerciale nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso in segno di solidarietà con Gaza.

Da Tel Aviv il ministro della Difesa Israel Katz ha risposto duramente agli attacchi yemeniti: “I terroristi Houthi si rifiutano di imparare la lezione… ma lo impareranno a loro spese. Chiunque faccia del male a Israele sarà colpito sette volte più forte”, ha tuonato, segnalando un ulteriore rischio di escalation regionale.