Donald Trump torna ad alimentare i dubbi sulla regolarità delle elezioni statunitensi. In un discorso trasmesso in prima serata, il presidente ha riproposto le accuse di brogli e interferenze straniere, indicando soprattutto Cina e Russia come possibili minacce in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.

L’intervento ha suscitato la dura reazione di Pechino e Mosca, oltre alle critiche dei democratici e degli esperti di sistemi elettorali, secondo i quali le affermazioni di Trump restano prive di prove concrete.

Il presidente è tornato anche sulla sconfitta del 2020 contro Joe Biden, sostenendo ancora una volta che il voto sarebbe stato “truccato”. Una tesi mai confermata dalle oltre sessanta azioni legali avviate negli anni successivi, né dai riconteggi, dalle verifiche elettorali e dalle indagini del Dipartimento di Giustizia.

Trump ha poi accusato la Cina di aver sottratto illegalmente i dati di circa 220 milioni di elettori americani, parlando della più vasta violazione di informazioni elettorali mai avvenuta. Pechino ha respinto le accuse, definendole completamente inventate.

Anche il Cremlino ha negato qualsiasi coinvolgimento. Il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che la Russia non sarebbe mai intervenuta negli affari interni di altri Paesi e ha chiesto che lo stesso principio venga rispettato nei confronti di Mosca.

Secondo gli esperti, tuttavia, l’eventuale possesso di dati personali non consentirebbe automaticamente di modificare i registri elettorali o influenzare il risultato del voto. David Becker, direttore esecutivo del Center for Election Innovation & Research, ha osservato che il discorso non avrebbe introdotto alcun elemento nuovo capace di mettere in discussione le elezioni del 2020.

Duro anche il giudizio del leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, che ha definito l’intervento un tentativo di delegittimare preventivamente le elezioni di metà mandato. Schumer ha inoltre assicurato che il Save America Act, la riforma elettorale sostenuta da Trump, non riuscirà a superare l’opposizione del Congresso.

Il provvedimento è infatti bloccato al Senato, dove quattro repubblicani si sono uniti ai democratici nel bocciarlo. Trump ha sostenuto inoltre che oltre 250 mila persone prive della cittadinanza americana risulterebbero iscritte nelle liste elettorali di quattro Stati, ma anche questa affermazione è stata contestata per la mancanza di dati trasparenti e verificabili.

Nel corso del discorso il presidente ha infine attaccato alcune emittenti televisive, tra cui Abc e Nbc, che non avevano interrotto la programmazione per trasmettere il suo intervento in diretta. Trump le ha accusate, senza fornire prove, di partecipare a un complotto per condizionare il voto e ha invocato la revoca delle loro licenze.