L’Ue accelera sul via libera alla concessione dello status di candidato all’Ucraina. Dopo aver esaminato le due parti del questionario consegnato da Kiev a Bruxelles su impegni e requisiti per ottenere lo status, la settimana prossima Bruxelles potrebbe varare l’attesa raccomandazione. Intanto proseguono gli scontri in Ucraina: bombardato l’impianto chimico Azot a Severodonetsk, dove sono rifugiati circa 800 civili. Il vice capo dell’intelligence militare ucraina Vadym Skibitsky ha dichiarato che l’Ucraina sta perdendo contro la Russia in prima linea e che ora dipende quasi esclusivamente dalle armi provenienti dall’Occidente per tenere a bada la Russia. Intanto Mosca annuncia che l’operazione speciale si sta sviluppando secondo i piani militari inizialmente previsti. E sono stati condannati  Aiden Aslin e Shaun Pinner, britannici, e Saaudun Brahim, marocchino, che hanno ascoltato in silenzio la sentenza che li ha condannati a morte al termine di un processo “farsa” andato in scena in un tribunale del Donetsk occupato da Mosca che si autodefinisce Repubblica Popolare. L’accusa è di aver combattuto come mercenari a fianco delle truppe ucraine in base all’articolo 430 del codice penale del territorio separatista filorusso. I due britannici e il marocchino non saranno probabilmente giustiziati, ma il messaggio  è chiaro: russi e filorussi non guardano in faccia a nessuno. Altri combattenti che hanno resistito per settimane nell’acciaieria Azovstal, gli ucraini del battaglione Azov catturati, saranno processati entro la fine dell’estate, secondo quanto comunicato il leader del Donetsk Denis Pushilin. In totale 2.439 soldati.