Il Ministero della Cultura e della Politica dell’Informazione ha documentato più di 500 casi di crimini di guerra russi contro il patrimonio culturale ucraino: nlle aree occupate i russi stanno saccheggiando i musei e bruciando i libri in lingua ucraina, secondo quanto affermato dallo Stato maggiore dell’esercito ucraino nel suo report della mattina, come riporta Ukrinform.

“Gli attacchi mirati della Russia contro le infrastrutture civili stanno segnando un nuovo capitolo di una guerra già crudele. L’ordine internazionale è chiaro. Questi sono crimini di guerra. Attacchi mirati contro le infrastrutture civili con il chiaro obiettivo di privare uomini, donne e bambini di acqua, elettricità e riscaldamento con l’arrivo dell’inverno. Questi sono atti di puro terrore. E dobbiamo chiamarli come tali”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen al Parlamento Europeo.

Un terzo delle centrali elettriche fuori uso per i raid russi, con più di 1.100 località in tutta l’Ucraina ancora senza corrente. La capitale Kiev, per ore al buio, sotto una pioggia di droni kamikaze. E l’esercito di Mosca  minaccia di tornare all’attacco a partire dalla regione di Kharkiv, simbolo della disfatta di fine estate.

Intanto, il nuovo corso del conflitto ha definitivamente fatto ripiombare nel terrore anche la regione di Kiev, teatro della maggior parte dei 190 raid che in una settimana hanno provocato oltre 70 vittime e 240 feriti. Sotto nuova pressione, l’Ucraina torna a invocare la consegna di armi a lungo raggio dall’Occidente e incassa dalla Nato la promessa di una consegna a giorni di sistemi di difesa contro i temibili droni iraniani Shahed.

Nessun movimento offensivo risulta invece al momento dalla Bielorussia, dove sono state dispiegate truppe congiunte di Mosca e Minsk. Queste forze, ha assicurato il ministro della Difesa bielorusso Viktor Khrenin, “non attaccheranno nessuno” perché la loro missione “è strettamente difensiva”.