Il classico fulmine a ciel sereno. Un secco comunicato qualche giorno fa ha annunciato che la Giunta regionale del Lazio ha deliberato la decadenza, con effetto immediato di uno dei manager della sanità laziale. Il motivo? Una approfondita attività ispettiva che ha messo in luce gravi criticità nella gestione del Pronto Soccorso e il mancato rispetto delle disposizioni regionali in materia di flussi di ricovero. Punto e a capo. Il fulmine era stato preceduto da reprimende e avvisi scritti da parte del governatore Rocca all’intera squadra dei DG della sanità laziale, ma è difficile pensare sul serio che ci sia un rapporto diretto causa-effetto. Colpire uno per educare cento? Difficile da gestire, oggi. Una imboscata programmata? Pericolo di un effetto boomerang. E poi, scusate, tutti gli altri Dg sono specchiati e immacolati, rispettano le regole, i loro Pronto Soccorso sono perfetti? Non prendiamoci in giro, ci deve essere dell’altro. Una questione di bassa politica, una faida all’interno del sistema sanitario laziale? Può essere
Una chiosa è necessaria. Stimiamo Francesco Rocca e lo seguiamo da un paio di decenni, nulla da eccepire e da rimproverargli, anzi. Rispetto agli attacchi di bassa macelleria e alle bordate polemiche che gli hanno reso amari questi due anni di legislatura regionale il suo profilo è uscito confortato e ingigantito. La persona che si trova suo malgrado al centro di questo giallo politico-sanitario è sicuramente un manager di esperienza e capacità, dimostrata a Roma e altrove. Dunque, ripetiamo, ci deve essere dell’altro che non vogliamo conoscere e che comunque non racconteremmo mai su queste pagine. Tutti avranno le loro buone ragioni e non sta a noi contestarle.

Ma nella vicenda c’’è qualcosa che non torna, c’è una nota stonata. E il riferimento al titolo di questo commento è diretto. Di quello che è accaduto non ha scritto nessuno, non troverete una riga sui giornali, sui media in generale. Tranne che su Quotidiano Sanità Lazio che – unico – pubblica il comunicato della Regione, ovviamente senza commenti. Timidi i social (che di solito su queste cose ci vanno a nozze. In un contesto mediatico nazionale dove anche una insignificante notizia di gossip fa notizia e riempie le cronache nessuno ha pubblicato una riga su quello che è successo. Significherà pur qualcosa. Disinteresse generale, sottovalutazione del fatto, prudente posizione di equidistanza, paura di inimicarsi qualcuno, chissà. Per una volta tutti allineati, destra e sinistra, maggioranza e opposizione. Nel silenzio. Eppure non si ricorda a memoria d’uomo che un Dg della sanità pubblica sia stato liquidato su due piedi. Sarebbero dovuti saltare tutti in piedi. Niente un silenzio che fa troppo rumore.
Nessuna dichiarazione dal manager dimissionato. Che compare ancora nel sito aziendale come se non fosse successo nulla. Ha due mesi per fare ricorso.Darà battaglia? Si può pensare che non sia una vicenda di interesse collettivo, visto che si tratta di salute pubblica? Gli interrogativi valgono tutti, staremo a vedere.

REPORTER

Fonte Nuovo corriere di Roma e del Lazio