Si è svolta  a Venezia, presso il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, la riunione interistituzionale per fare il punto sul Mose e sulle politiche del governo Draghi per la salvaguardia della città lagunare.

All’incontro hanno partecipato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

Presenti anche il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, il sindaco di Cavallino Treporti, Roberta Nesto, il Provveditore interregionale per il Triveneto, Tommaso Colabufo, il capo dipartimento delle Opere Pubbliche e Risorse Umane e Strumentali del Mims, Ilaria Bramezza e il Commissario Straordinario per il Mose Elisabetta Spitz.

Brunetta: il Governo Draghi in prima linea per la promozione di Venezia

“La piena sinergia tra Governo, Parlamento, Regione Veneto, Città Metropolitana e Comune di Venezia ha consentito di mettere al centro di una serie di azioni il territorio di Venezia, allo scopo di conservare e promuovere la ‘più antica città del futuro’”, ha dichiarato il ministro Brunetta intervenendo alla riunione.

“In 20 mesi di Governo Draghi – continua Brunetta – molte sono state le disposizioni adottate: dalle misure sulle Grandi Navi e l’esigenza di salvaguardia di Venezia e della sua laguna; al fondo per le imprese operanti nel settore della ceramica artistica e del vetro artistico di Murano; agli interventi a sostegno del servizio di trasporto pubblico locale, alla nuova cornice normativa con la quale il Governo ha fornito uno strumento in grado di garantire non solo un’efficace ed efficiente gestione del Mose, ma anche, in generale, la salvaguardia della città e della zona lagunare e il mantenimento del regime idraulico lagunare. In particolare, grazie al lavoro del ministro Giovannini, vede finalmente la luce l’’Autorità per la laguna di Venezia-Nuovo Magistrato alle Acque’, che grazie a una governance snella e inclusiva valorizza e rende centrale l’apporto del territorio”.

 

“Con la Fondazione ‘Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità’, che mi onoro di presiedere su indicazione di Draghi, abbiamo un luogo in più dove accompagnare questo percorso virtuoso di sostenibilità ambientale, sociale e culturale, alla base del rilancio economico della città. Venezia, forte della sua millenaria resilienza, va sostenuta e rafforzata, con i progetti, con la rete e con le nuove tecnologie. Per trasformarsi davvero nella più antica città del futuro, modello per il mondo”.

“Un’azione forte, coordinata, sinergica ha consentito di rimettere Venezia al centro delle politiche nazionali e territoriali. Un’azione che è auspicabile che continui con il nuovo Governo e Parlamento, anche ponendo la massima attenzione al rifinanziamento della Legge Speciale esistente, per creare crescita, sviluppo e innovazione economica, culturale e sociale su un territorio da sempre fonte di ricchezza per l’intero Paese” ha concluso il Brunetta.

 

“Gli importanti risultati ottenuti sono stati il frutto dell’impegno di tutte le istituzioni, che hanno cercato in modo coordinato e condiviso soluzioni alle varie questioni che interessano Venezia e la sua laguna – ha dichiarato il ministro Giovannini -. Lasciamo al nuovo governo una situazione finalmente stabilizzata sul piano amministrativo e tecnico, nella speranza che il nuovo Governo dimostri un analogo impegno per garantire alla città un futuro di sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista”.

“Dopo anni di grandi difficoltà nella gestione della laguna di Venezia e nella lentezza per l’entrata in funzione del Mose – aggiunge il ministro D’Incà – gli ultimi Governi hanno dato una svolta virtuosa a questo modello, all’insegna della trasparenza, dell’efficienza e della sostenibilità ambientale. Un cambio di passo decisivo sul quale anche il futuro esecutivo dovrà lavorare e sul quale dovrà continuare una efficace vigilanza. Il lavoro non finisce qui poiché tutelare Venezia e valorizzare il suo enorme patrimonio attraverso politiche attive e sostenibili diventa sempre più necessario in un momento di grande emergenza a causa dei cambiamenti climatici”.