Dopo il deludente esito della Conferenza di Monaco, il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato d’urgenza un incontro informale a Parigi con i principali leader europei. L’obiettivo è ridare voce all’Europa nei negoziati per un cessate il fuoco in Ucraina, finora dominati da un dialogo a due tra Stati Uniti e Russia.

Mentre gli Stati Uniti procedono rapidamente verso un accordo per la tregua – con l’amministrazione Trump che punta a un’intesa entro Pasqua e un imminente incontro a Riad tra delegazioni americane e russe – l’Europa rischia di restare esclusa dai negoziati. L’inviato statunitense Keith Kellogg ha già escluso i partner europei dal tavolo, e il Cremlino ha elogiato il presidente americano per il suo impegno per la pace, invitandolo alle celebrazioni del Giorno della Vittoria a Mosca il prossimo 9 maggio. Tuttavia, Kiev e Bruxelles insistono per avere un ruolo attivo nel processo, sostenendo che un accordo di pace debba coinvolgere direttamente Ucraina, Stati Uniti e Unione Europea.

Consapevole della necessità di rafforzare la posizione europea, Macron ha convocato a Parigi i capi di governo di Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca, oltre ai vertici dell’Unione Europea e della NATO. Il focus dell’incontro sarà la sicurezza europea e la strategia per non essere marginalizzati nei negoziati di pace.

Secondo un’analisi dell’Istituto Kiel, l’Europa ha fornito all’Ucraina più aiuti rispetto agli Stati Uniti: 70 miliardi di euro in aiuti finanziari e umanitari e 62 miliardi in aiuti militari, contro i 50 miliardi statunitensi in supporto finanziario e umanitario e i 64 miliardi in aiuti militari. Questo elemento potrebbe dare all’Europa una leva strategica nei negoziati. Inoltre, le sanzioni imposte alla Russia dall’UE rappresentano un ulteriore strumento di pressione.

Tra i temi in discussione ci sarà anche la possibilità di garantire a Kiev la sicurezza necessaria, considerando l’ipotesi di un’adesione automatica dell’Ucraina alla NATO in caso di violazione del cessate il fuoco da parte della Russia. Questa proposta, sostenuta da alcuni senatori americani e dal premier finlandese Alexander Stubb, potrebbe rappresentare una garanzia di sicurezza credibile per l’Ucraina.

Un altro tema controverso riguarda la richiesta degli Stati Uniti di un impegno europeo in una forza di stabilizzazione post-tregua. Questa proposta, sostenuta da alcuni ma osteggiata da altri leader europei, rimane un punto chiave delle discussioni.

Alla vigilia del vertice di Parigi, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato che gli europei saranno comunque coinvolti nei negoziati di pace. Ha inoltre sottolineato il ruolo degli Stati Uniti nel convincere Putin a negoziare, pur ribadendo che la decisione finale spetta all’Ucraina: “Solo gli ucraini possono decidere di smettere di combattere, e noi li sosterremo fino a quel momento”.

Nel frattempo, mentre la diplomazia discute, la guerra continua a devastare l’Ucraina. Il presidente Zelensky ha denunciato un attacco russo che ha lasciato oltre centomila persone senza riscaldamento a Mykolaiv, evidenziando come la Russia non stia realmente dimostrando intenzioni pacifiche.

L’incontro di Parigi sarà dunque un momento cruciale per ridefinire il ruolo dell’Europa nella crisi ucraina e per evitare che il destino del continente sia deciso esclusivamente da Washington e Mosca.