Secondo quanto riportato da Bloomberg, Stati Uniti e Russia starebbero lavorando a un possibile accordo per congelare il conflitto in Ucraina sulla linea del fronte attuale, consentendo a Mosca di mantenere il controllo dei territori già occupati. Il tema potrebbe essere al centro di un incontro imminente tra Vladimir Putin e Donald Trump, previsto alla fine della prossima settimana.
La sede del vertice resta incerta. Inizialmente, Trump aveva sondato la possibilità di organizzarlo in Italia, ricevendo l’ok della premier Giorgia Meloni. Tuttavia, Mosca ha respinto questa ipotesi, giudicando l’Italia troppo schierata con Kiev. Tra le alternative ora si valutano Ungheria, Svizzera e Emirati Arabi Uniti, opzione accennata anche da Putin.
Bloomberg riferisce che l’obiettivo del vertice non sarebbe solo uno scambio di opinioni, ma la discussione di proposte concrete per giungere almeno a un cessate il fuoco. La Russia chiederebbe il riconoscimento del controllo su Crimea, Donetsk e Lugansk, in cambio di una sospensione delle operazioni militari nelle regioni meridionali di Kherson e Zaporizhzhia, strategiche per la connessione tra Donbass e Crimea.
Tuttavia, restano nodi cruciali irrisolti: la neutralità dell’Ucraina (niente ingresso nella NATO), garanzie di sicurezza richieste da Kiev e la possibile revoca delle sanzioni occidentali, incluso il sequestro di circa 300 miliardi di dollari di fondi russi congelati.
Il premier polacco Donald Tusk ha parlato di un possibile “congelamento vicino” dopo un confronto con Zelensky, descritto come “cauto ma ottimista”. Anche Trump ha mantenuto un tono prudente, lasciando aperta la possibilità di nuove sanzioni, ma rimandando tutto alle prossime mosse di Putin.
Dal canto suo, il Cremlino resta silenzioso, mentre Putin è impegnato in una serie di colloqui con alleati strategici, tra cui il presidente cinese Xi Jinping, che si è detto favorevole a una soluzione politica duratura del conflitto.
La diplomazia si muove, dunque, tra aperture, sospetti e calcoli geopolitici, mentre l’Ucraina e i suoi alleati valutano con attenzione le vere implicazioni di una tregua che potrebbe congelare – ma non risolvere – il conflitto.










