Il Senato ha approvato la Legge di Bilancio 2024 con 109 voti favorevoli, 72 contrari e 2 astenuti, confermando il sostegno al secondo provvedimento finanziario del governo Meloni. La manovra prevede misure per un totale di 28 miliardi, con focus sul taglio del cuneo fiscale, l’avvio della riforma dell’Irpef e il sostegno alle famiglie.
Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha commentato l’approvazione affermando che, considerando i tempi complicati in cui viviamo, il governo ha deciso di concentrarsi sull’aiuto alle famiglie italiane più bisognose. Ha sottolineato che la Camera avrà l’ultima parola la prossima settimana, ma il governo avrà la sua legge di bilancio come l’ha concepita.
Il calendario iniziale prevedeva l’approvazione finale il 14 dicembre, ma la tradizione ha portato all’ok a ridosso del Natale. Durante la seduta, si è verificato un acceso scontro tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e il capogruppo di Forza Italia, Maurizio Gasparri, con tanto di sfiorata Var.
Il battibecco è iniziato con le accuse di Renzi a Forza Italia riguardo all’astensione sul Mes, definendola un tradimento dell’eredità di Berlusconi. Ciò ha scatenato tensioni e insulti, con la presidenza che ha dovuto intervenire. Anche i senatori del Movimento 5 Stelle hanno protestato alzando cartelli con la scritta ‘Gasparri querelaci tutti’.
Inoltre, resta ancora in sospeso il destino di alcune misure, tra cui il Superbonus, che potrebbe essere deciso con il decreto Milleproroghe. La questione delle pensioni, emersa durante il dibattito, rimane aperta per l’anno successivo, con la discussione prevista nel Consiglio dei ministri del 28 dicembre.
Le opposizioni hanno criticato la manovra, definendola “scritta sull’acqua” e contestando la scelta di blindare l’approvazione con la formula degli ‘zero emendamenti’. La Lega ha proposto di chiudere l’esperimento, mentre le opposizioni hanno attaccato il governo definendolo “del governo dello zero virgola” e accusandolo di dimenticare i giovani.
La Legge di Bilancio ora passa alla Camera, dove si prevede un via libera rapido ma senza la fiducia, programmata per il 29 dicembre in base agli accordi tra i capigruppo.










