Un potente terremoto ha colpito il Myanmar poco prima dell’una di pomeriggio, causando distruzione e numerose vittime. Le scosse, di magnitudo 7.7 e 6.4, hanno avuto epicentro a 16 km a nord-ovest di Saigang, lungo una faglia che attraversa il Paese da nord a sud, a una profondità di soli 10 km. Le vibrazioni si sono propagate fino alla Thailandia, alla Cina, al Laos e al Vietnam.
Il bilancio provvisorio parla di quasi 150 morti in Myanmar e almeno 9 vittime a Bangkok, dove il crollo di un grattacielo in costruzione ha seppellito decine di operai. Centinaia di persone risultano ferite e un numero ancora incalcolabile di dispersi rimane intrappolato sotto le macerie. Le comunicazioni interrotte aggravano la situazione e si teme che il numero delle vittime possa aumentare drasticamente.
L’entità del disastro ha spinto la giunta militare birmana, solitamente isolata a livello internazionale dopo il colpo di Stato del 2021, a lanciare un appello per aiuti esterni. Il premier Min Aung Hlaing ha dichiarato di aver aperto le vie agli aiuti stranieri, ricevendo la pronta disponibilità dell’India, dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha attivato il proprio sistema di emergenza.
Papa Francesco ha espresso il suo cordoglio per le vittime, mentre il disastro si configura come il terremoto più devastante in Myanmar dal 1946, con una potenza stimata 300 volte superiore a quella del sisma che colpì Amatrice nel 2016.
A Naypyidaw, la capitale del Myanmar, l’ospedale principale è stato gravemente danneggiato e l’ingresso del pronto soccorso è crollato, costringendo i medici a operare all’aperto. Il bilancio delle vittime nella città ha già raggiunto i 96 morti accertati. Scene simili si registrano a Mandalay, dove diversi edifici, tra cui un ospedale e un hotel, sono crollati. Tuttavia, la guerra civile in corso ostacola gravemente i soccorsi.
Le infrastrutture del Paese sono state duramente colpite: strade distrutte, autostrade interrotte e ponti crollati, tra cui il ponte di Sagaing. A Taungoo, una scuola è crollata, intrappolando almeno venti bambini sotto le macerie, di cui cinque sono stati estratti senza vita.
La giunta militare ha dichiarato lo stato d’emergenza in sei delle sette regioni del Paese, tra cui Sagaing, Mandalay, Magway e Naypyidaw. Con l’aumento del numero delle vittime e la difficoltà nei soccorsi, il Myanmar affronta una delle peggiori tragedie della sua storia recente.










