Durante una conferenza stampa congiunta con Joe Biden al G7 di Borgo Egnazia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di aver ricevuto la promessa del presidente cinese Xi Jinping di non vendere armi alla Russia. Zelensky ha riferito di aver avuto una conversazione telefonica con Xi, il quale ha assicurato che non avrebbe fornito armi a Mosca.

Il summit del G7, ospitato da Giorgia Meloni, ha riaffermato il sostegno politico, militare ed economico all’Ucraina. Gli Stati Uniti, principali sostenitori di Kiev, hanno siglato un ambizioso accordo di sicurezza decennale con l’Ucraina. Anche l’Europa ha contribuito significativamente, approvando un prestito di 50 miliardi di dollari per finanziare la resistenza ucraina, garantito dai profitti degli asset russi congelati.
L’abbraccio con la premier italiana ha segnato l’inizio della missione di Zelensky in Puglia. I leader internazionali hanno accolto calorosamente il presidente ucraino, discutendo nuovi pacchetti di aiuti militari, tra cui il sistema di difesa aerea Samp-T fornito dall’Italia. Zelensky ha sottolineato che ogni incontro serve a fornire all’Ucraina nuove opportunità di vittoria, ringraziando i partner per il continuo supporto.
In aggiunta all’accordo decennale con gli Stati Uniti, Zelensky ha ottenuto un’intesa bilaterale con il premier giapponese Fumio Kishida, che prevede 4,5 miliardi di dollari di aiuti da Tokyo. Kiev ha già firmato accordi di sicurezza con 15 paesi, inclusi Italia, Francia, Germania e Regno Unito.
Il G7 ha discusso a lungo il tema dei beni russi congelati nelle banche occidentali. Dopo settimane di negoziati, è stato raggiunto un accordo politico per fornire un sostegno finanziario aggiuntivo di circa 50 miliardi di dollari all’Ucraina. Questo finanziamento sarà garantito dai profitti dei beni russi congelati, con i dettagli tecnici e giuridici ancora da definire.
Il G7 ha anche riaffermato il sostegno al piano in tre fasi di Joe Biden per Gaza, che include un cessate il fuoco di sei settimane. Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza di un obiettivo di “due popoli e due Stati” per la pace in Medio Oriente.