– La Struttura sanitaria residenziale per la riabilitazione per persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale di Poggio Mirteto, in provincia di Rieti, sarà accreditata dalla Regione Lazio per 60 posti. La Regione Lazio ha espresso parere favorevole alla rimodulazione dei posti letto di residenzialità richiesto dalla Asl di Rieti, in 25 posti letto residenziali di livello estensivo e 35 posti letto residenziali di livello socioriabilitativo di mantenimento, comprensivi di quelli già attualmente autorizzati e accreditati con DCA n. U00323/2018.

La Struttura, gestita dalla Asl di Rieti, infatti, era stata autorizzata dalla Regione Lazio all’esercizio, con l’accreditamento dei primi 17 posti letto (12 con livello mantenimento e 5 con livello estensivo), il 20 settembre del 2018.
A dare notizia del potenziamento è la Asl di Rieti in una nota.

“Un potenziamento importante – ha commentato l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato – per una struttura che è la prima a gestione completamente pubblica. Un centro di riabilitazione importante per tutto il territorio divenuto ormai un punto di riferimento per tutti i soggetti che necessitano di terapie riabilitative. A Poggio Mirteto e in tutta la Sabina i cittadini possono usufruire di una struttura moderna, accogliente ed efficiente che garantisce i migliori standard di cura”.

Nella nota la Asl evidenza anche come “la struttura riabilitativa reatina, gestista della Asl di Rieti, rappresenta l’unica realtà pubblica della Regione Lazio e ha di per sé un carattere di rilevanza strategica, non soltanto per l’Azienda Sanitaria di Rieti, ma per l’intero Sistema Sanitario Regionale. Si tratta di una Struttura molto importante per il territorio reatino e un punto di riferimento per tutti i soggetti che necessitano di terapie riabilitative.”

“La rimodulazione dei posti letto – spiega il Direttore Generale della Asl di Rieti Marinella D’Innocenzo – permetterà all’Azienda di riqualificare ulteriormente la rete assistenziale territoriale e diminuire le giornate di degenza dei pazienti in alcuni reparti ospedalieri, con il conseguente aumento di posti letto di ricovero ordinario e una progressiva diminuzione della mobilità passiva. Inoltre, la rimodulazione del fabbisogno di personale richiesta, per 37 unità, ci permetterà di migliorare il modello di presa in carico multidisciplinare e multiprofessionale del paziente che viene assistito, sia proveniente dall’ospedale che dal domicilio”.