ARoma è strage di pedoni. La tragedia che ha coinvolto Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoliinvestite in Corso Francia dall’auto condotta da Pietro Genovese risultato positivo ai test di alcol e droga, ha riacceso i fari sui dati degli incidenti stradali mortali.

Il 2019 è l’anno nero dei pedoni. Il bilancio di fine anno è chiaro: camminare resta ad alto rischio. Numeri in aumento rispetto ai dati (aggiornati al 27 novembre) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Rapporto 2019 sulle statistiche dell’incidentalità nei trasporti stradali“.

Anche se le vittime sono diminuite rispetto al 2018, ci sono in media (in Italia) 82 incidenti al giorno. Pedoni che, secondo i dati Istat, vengono per lo più investiti da auto e mezzi pesanti vicino ad incroci stradali dove le strisce sono poco marcate.

Solo a Roma sono oltre un terzo delle vittime totali. Nel 2019 sono 125 le persone morte nella Capitale in incidenti, di queste il 36 per cento erano pedoni (47 totali). E anche se rispetto al 2018 si è registrato un calo del 20 per cento, sono stati vittime di un veicolo  43 passanti.

Dai dossier emerge come da dicembre 2018 gli incidenti a Roma siano stati poco più di 28.500, ovvero 82 al giorno. Secondo l’Osservatorio Pedoni 2018, Roma è la città col maggior numero di decessi.

L’analisi, effettuata dall’ufficio studi Asaps sulla base dei dati raccolti da Aci-Istat attribuisce ai pedoni la vulnerabilità dell’utente più debole della strada, con il numero più elevato per gli over 65 (364, più della metà del totale dei morti) ai quali sono assegnati anche altissimi indici di probabilità di rimanere feriti. In Italia nel 2018 sono 612 i pedoni morti, +2% rispetto al 2017 e +7,4% rispetto al 2016.

Confrontando il numero di morti ogni 100 incidenti per investimento, l’indice di mortalità per i pedoni è di 3,2, il più elevato tra gli utenti della strada. La criticità che l’ASAPS denuncia riguarda la mancata precedenza al pedone su attraversamento pedonale.