Il Sudafrica ha ufficialmente accusato Israele di commettere atti di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza, presentando un’istanza alla Corte internazionale di giustizia il 29 dicembre. La guerra nella Striscia, innescata dal massacro di Hamas il 7 ottobre, ha finora causato la morte di oltre 23.000 palestinesi. L’accusa ha provocato reazioni internazionali e indignazione da parte di Israele.

Il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, ha espresso il suo sostegno all’azione presentata dal Sudafrica contro Israele. Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha respinto l’accusa, sostenendo che Israele sta combattendo contro i terroristi di Hamas, non contro la popolazione palestinese, in conformità con la legge internazionale.

Durante l’udienza all’Aja, Netanyahu ha dichiarato che Israele è accusato di genocidio mentre combatte il genocidio perpetrato da Hamas. Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano ha denunciato il Sudafrica come il “braccio giuridico di Hamas”, sostenendo che il Paese ha distorto la realtà a Gaza dopo il massacro di ottobre e ignorato le azioni violente di Hamas contro cittadini israeliani.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato che l’accusa di genocidio è inaccettabile, definendo gli eventi come un attacco alla popolazione civile. Altri leader europei, come il cancelliere austriaco Karl Nehammer, hanno difeso il diritto di Israele di difendersi contro gli attacchi terroristici di Hamas, sottolineando la necessità di opporsi alla brutalità del terrorismo in tutto il mondo.