L’inaugurazione dell’anno giudiziario nelle 26 Corti di Appello territoriali in Italia ha delineato un quadro preoccupante sui fronti della giustizia penale e civile. Numerosi sono i nodi critici affrontati durante le cerimonie, evidenziati dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e dai presidenti delle Corti di Appello.

Il principale problema evidenziato riguarda il deficit di magistrati e l’urgenza di colmare le vuote posizioni. Il ministro Nordio ha annunciato l’impegno a colmare il vuoto entro il 2026, tuttavia, il presidente dell’Appello di Brescia, Giuseppe Meliadò, ha lanciato un vero e proprio sos, sottolineando la grave carenza di giudici rispetto al numero crescente di reati. Le toghe hanno espresso dissenso per il “continuo cambio di leggi” che complica l’efficacia delle riforme nei processi penali. Il presidente dell’Appello di Palermo, Matteo Frasca, ha criticato la mancanza di una visione organica del codice penale e delle procedure, sottolineando la necessità di amministrare e finanziare la giustizia in modo adeguato. Dai distretti emerge un aumento dei reati predatori, specialmente quelli commessi da minorenni. In Liguria e a Massa si registrano più reati commessi da under 18 rispetto a Milano, Torino e Firenze. Inoltre, si segnala un’allarmante situazione di emergenza legata ai femminicidi in Abruzzo, con il più alto tasso d’Italia, e un aumento dei reati di genere come maltrattamenti in famiglia e violenze sessuali.

Il presidente dell’Appello di Milano evidenzia una condizione di “indecoroso degrado” nelle carceri del Lazio, con un affollamento del 119,2%. Il viceministro Paolo Sisto annuncia l’assunzione di 236 nuovi educatori per i penitenziari. Tuttavia, la situazione è critica, con il presidente dell’Appello di Firenze, Alessandro Nencini, dichiarando di essere “sull’orlo della paralisi” a causa delle risorse insufficienti.

A Milano, il presidente della Corte d’Appello, Giuseppe Ondei, lancia l’allarme sulla sezione immigrazione, sottolineando l’impressionante aumento delle procedure in materia di protezione internazionale e asilo politico. I tempi di definizione dei procedimenti sull’immigrazione sono preoccupantemente lunghi, rischiando di influire negativamente sulla giurisdizione ordinaria.

In sintesi, l’anno giudiziario si apre con un grido d’allarme per la Giustizia italiana, con sfide significative da affrontare nei settori degli organici, delle riforme legislative, del crimine minorile, delle emergenze carcerarie e dei procedimenti d’immigrazione.