L’INTERVISTA/ Parla Giorgio Arena, ematologo , direttore della UOC Laboratorio Analisi Polo Ospedaliero Asl Roma 4

 

ARENAdi Elena Padovan

La UOC Laboratorio Analisi Polo Ospedaliero Asl Roma 4 è diretta dall’ematologo dr. Giorgio Arena che dal 1985 opera all’interno della struttura, e in precedenza è stato impegnato in Medicina dei Servizi, Medicina Trasfusionale e nel servizio di Immunoematologia. Questa UOC comprende le sedi dell’Ospedale San Paolo di Civitavecchia, dell’Ospedale Padre Pio di Bracciano, del laboratorio Spoke Urgenza/Base e del laboratorio Spoke Urgenza, facenti capo al Laboratorio HUB 3 San Filippo Neri.
Dr. Arena. Quali difficoltà si sono presentate durante il Covid?
Nelle prime fasi il laboratorio analisi non è stato coinvolto direttamente in quanto non si tratta di una struttura di degenza e non era nemmeno implicato nella diagnosi del covid. Il laboratorista comunque applica i dispositivi di protezione individuale e conosce la buona pratica di sicurezza del laboratorio.Successivamente verso la metà di marzo è esploso il problema del gran numero di ricoveri dei casi positivi presso l’Ospedale San Paolo di Civitavecchia e la diffusione del contagio tra il personale ospedaliero.
Avete adottato delle specifiche procedure?
Abbiamo emanato delle procedure interne per la sicurezza del personale di laboratorio, in particolare nella manipolazione di campioni biologici provenienti da pazienti covid positivi o sospetti di esserlo. Abbiamo seguito le linee guida WHO e le procedure aziendali per la sicurezza degli operatori sanitari. In sinergia con la Task Force Aziendale stiamo implementando nei due ospedali lo screening molecolare (tamponi rapidi) e sierologico (ricerca anticorpi nel sangue) per sars cov 2, in modo da vagliare tutti gli accessi in Pronto Soccorso e isolando subito gli eventuali pazienti positivi. Inoltre monitoriamo l’impatto dell’infezione negli operatori sanitari e nella popolazione afferente ai due ospedali in previsione della ripresa delle attività prevista nella cosiddetta fase 2.
Come dovrà essere per voi la fase 2?
Ritengo dovrà essere graduale e ragionata. Le attività ospedaliere dovranno essere completamente riorganizzate anche in vista della possibile recrudescenza il prossimo autunno. Sarà fondamentale avere una diagnosi differenziale rapida delle affezioni respiratorie.
Cosa resterà di questo periodo?
Certamente la presa di coscienza della realtà “biologica” della vita, che si contrappone con quella che in questi millenni ci siamo inventati noi nelle grandi città. Dovremo convivere per sempre con i virus e dovremo stare a casa reclusi ai primi sintomi di raffreddore. Forse ci riprenderemo una vita “più umana” e per favore non toglieteci i nipoti.