La regione russa di Belgorod, al confine con l’Ucraina, sta affrontando intensi attacchi da parte delle forze ucraine, portando il governatore locale a suggerire l’evacuazione agli oltre 300.000 abitanti del capoluogo. Gli attacchi di Kiev hanno colpito Belgorod più volte, con richieste ufficiali di protezione, tra cui l’uso del nastro adesivo alle finestre per mitigare gli effetti delle esplosioni. La città ha rinviato la riapertura delle scuole a causa degli attacchi continui.
Il 29 dicembre, una serie di attacchi russi su Kiev è stata seguita da raid senza precedenti su Belgorod da parte dell’Ucraina, provocando vittime da entrambe le parti. Le tensioni persistono con attacchi reciproci, compresi droni kamikaze russi abbattuti dalla difesa aerea ucraina. Nel frattempo, l’esercito ucraino ha distrutto almeno 10 droni d’attacco nemici. La situazione è aggravata dall’occupazione russa della centrale nucleare di Zaporizhzhia, con la Russia che impedisce l’ispezione da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) per “motivi di sicurezza”.
Renat Karchaa di Rosatom, l’ente nucleare russo, ha giustificato il rifiuto dell’ispezione, affermando che gli ispettori avrebbero cercato di accedere a zone vietate. L’AIEA continua a richiedere l’accesso ai reattori e ai depositi di combustibile nucleare della centrale. La situazione è critica, con Belgorod al centro degli scontri e le preoccupazioni sulla sicurezza nucleare che si intensificano. La comunità internazionale rimane allerta mentre la regione affronta una crescente escalation delle tensioni.










