Il presidente Joe Biden ha autorizzato l’Ucraina a utilizzare armi statunitensi per attacchi in territorio russo, limitatamente alla zona vicino a Kharkiv e non a lungo raggio. La notizia, riportata in esclusiva da Politico, si basa su fonti informate. Un funzionario americano ha confermato che Biden ha ordinato di garantire che l’Ucraina possa utilizzare le armi statunitensi a Kharkiv per scopi di controffensiva.

Questa decisione arriva in un momento di tensioni tra Washington e Kiev, accentuate dalla mancata partecipazione di Biden al summit per la pace organizzato dall’Ucraina in Svizzera il 15 e 16 giugno. Biden, invece, parteciperà a un evento di raccolta fondi a Hollywood. Al suo posto, potrebbe essere presente il consigliere per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan. La decisione ha suscitato critiche da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha accusato Biden di fare un favore a Putin con la sua assenza.

Parallelamente, è previsto che Biden e Zelensky firmino un patto di sicurezza bilaterale durante il G7 in Italia, il più significativo tra quelli stretti da Kiev con i Paesi della NATO. Questo patto prevede impegni a lungo termine, tra cui addestramento militare, condivisione di intelligence e assistenza economica.

Le tensioni tra USA e Ucraina si sono acuite anche per i ritardi negli aiuti americani, la mancanza di progressi nell’adesione alla NATO e le preoccupazioni statunitensi per alcuni attacchi ucraini che potrebbero portare a un’escalation del conflitto. Inoltre, ci sono divergenze sulle strategie per definire e ottenere la vittoria di Kiev e la decisione di Zelensky di licenziare funzionari che avevano buoni rapporti con USA e Europa.

Nonostante il veto americano all’uso di armi USA per colpire in territorio russo, Biden sta riesaminando questa posizione sotto la pressione di altri alleati. Zelensky, secondo fonti del Financial Times, è diventato “più emotivo e nervoso” riguardo alla situazione sul campo di battaglia e teme che Washington possa cercare di avviare negoziati con la Russia contro la volontà di Kiev.