di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Sit- in di protesta questa mattina della Confael presso la cittadella della Salute e subito dopo conferenza stampa presso il bar Grandori di fronte alla stazione di Porta Romana per spiegare le motivazioni della protesta. Presente il segretario nazionale della Confael sanità, Egidio Gubbiotto, il segretario provinciale Confael sanità di Viterbo, Alessandro Stella, Massimo Ragonesi dirigente Nursing up e il segretario della Nursping up Alto Lazio, Mario Perazzoni. “Il nostro è stato un sit-in di protesta pacifica- ha esordito Alessandro Stella – l’ennesimo da parte nostra visto che 14 mesi fa eravamo qua a denunciare le stesse cose, anzi sono peggiorate. La protesta è scaturita dall’ennesima goccia che ha fatto traboccare il vaso ormai colmo, soprattutto per quanto concerne il personale. La Regione Lazio ha trasmesso una nota a questa Asl dove veniva certificato lo sforamento del budget per il personale e tutte le nuove assunzioni sono state oggetto di preoccupazione, perchè messe a repentaglio da questa gestione del budget. Prima dell’emergenza pandemica c’erano figure a livello nazionale come gli operatori socio sanitari (Oss) che non erano presenti prima o erano sparute mosche bianche. L’operatore sanitario è un livello essenziale per l’erogazione dell’assistenza di qualità. E’ una figura nuova istituita nel 2001 e presente soprattutto al Nord. A Viterbo questa figura è prevista solo nelle strutture private e non nella Asl. La carenza di questa figura ha comportato un demansionamento ed un sovraccarico di lavoro per gli infermieri”. Stella fa un esempio per quanto riguarda la Cardiologia, dove con 28 posti letto di cui 6 Utic, unità di terapia intensiva coronarica, vi sono solo 4 infermieri. “Tutto ciò si ripercuote sulla qualità assistenziale e sul poco personale che stacanovisticamente va avanti – ha rimarcato Stella – C’è una commistione di ruoli data da questa carenza e menefreghismo nei confronti del personale. La dirigenza dovrebbe preoccuparsi del personale poi, ma non ci risulta che abbia fatto un piano di formazione ed aggiornamento dello stesso o se viene fatto è carente”. Stella poi informa che durante il periodo del Covid sono stati assunti degli infermieri a tempo determinato, che però poi sono stati destinati ad altri reparti, mentre in quelli Covid ci sono infermieri ultra 60enni con tutte le difficoltà del caso.

La parola è passata a Perazzoni della Nursing, up che ha rimarcato: “Noi non ce l’abbiamo con i dipendenti della Asl che fanno il loro lavoro, ma non stiamo ricevendo risposte dall’Azienda a cui ci rivolgiamo”. Perazzoni poi indica come al Dsm ci sia un direttore facente funzione senza nessuna delibera ed evidenzia come “i facenti funzioni poi vincono i concorsi”. Poi spiega che gli Oss mancano e come ce ne sono alcuni che risultano in pianta organica come Oss, ma che invece fanno gli amministrativi. “La legge – ha riferito- dice che più di 20 per cento di amministrativi non si possono avere e noi ne abbiamo il 37%”. Altra questione gli autisti delle ambulanze: “Hanno assunto 5 autisti dalle categorie protette, ma poi, dopo la visita, si rendono conto che non sono idonei. La Asl sta usando così gli infermieri per fare gli autisti”. Altra questione quella di 30 operatori che non percepiscono lo stipendio da due anni in quanto no vax. “In altre aziende li hanno impiegati in altre funzioni non sanitarie, qui no e così non percepiscono stipendio”.

Le conclusioni sono state di Gubbiotto, che ha rimarcato: “Il sit-in è scaturito da una prima nostra lettera dove avevamo posto l’accento sulla necessità di stabilizzare il personale precario, in particolare gli oss e gli infermieri. Denunciamo una gestione delle risorse che non funziona ed una distribuzione delle risorse umane che non è confacente alle esigenze dei reparti. A causa del Covid ci sono state situazioni in cui il personale ha dovuto lavorare anche 17 ore di seguito, un pericolo non solo per gli stessi lavoratori, ma per i pazienti. Ma alle nostre rimostranze la Asl anziché cercare il dialogo ha risposto con la solita arroganza. Siamo solo noi due sindacati, Confael e Nursing up a protestare, perchè non lo fanno gli altri? Nella risposta provocatoria della Asl abbiamo apprezzato solo la quasi certezza della stabilizzazione del personale precario, ma oltre a quello non c’era altro. Purtroppo c’è omertà, i lavoratori hanno paura di esporsi e di essere iscritti a questi nostri sindacati di opposizione. Per fortuna – ha aggiunto Gubbiotto– anche il Tribunale del diritto del malato si è svegliato denunciano che ci sono tempi di attesa di un anno per una Tac o una RM, ma ci chiediamo perché questi servizi non devono lavorare h 24 come gli altri? Potremmo così dimezzare le liste d’attesa, ma anche evitare che i pazienti vadano fuori regione”.

Sull’ospedale di Belcolle poi Gubbiotto ha affermato: “E’ un ospedale umanitario e con questo non siamo affatto razzisti, come ci ha detto la direzione, ma è evidente che è diventato un ospedale dei poveri. Andare in Ostetricia andate a vedere quante italiane ci vanno a partorire.. Molti viterbesi preferiscono rivolgersi altrove, nelle vicine Umbria e Toscana. Noi vogliamo risolvere i problemi, mettendoci ad un tavolo e stabilendo delle priorità. Noi vogliamo il dialogo. Se però non ci rispondono siamo pronti a realizzare una grande manifestazione in piazza del Plebiscito. Attendiamo nel frattempo che ci convochino, siamo aperti a un dialogo costruttivo”.