Il Consiglio dei Ministri (Cdm) a palazzo Chigi, Roma, 19 ottobre 2021. ANSA/ANGELO CARCONI

Il Consiglio dei ministri approva il nuovo decreto lavoro, un pacchetto da circa un miliardo di euro che punta a rafforzare l’occupazione e introdurre il principio del “salario giusto”, legato alla contrattazione collettiva. Un provvedimento simbolicamente varato alla vigilia della Festa dei lavoratori e presentato come uno dei pilastri della strategia economica dell’esecutivo.

La novità principale è l’introduzione del salario “giusto”, definito non per legge ma attraverso i contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni più rappresentative. Il governo guidato da Giorgia Meloni sceglie così di non adottare un salario minimo legale, puntando invece sulla contrattazione come strumento per garantire retribuzioni adeguate e contrastare i cosiddetti “contratti pirata”.

Il meccanismo prevede che il trattamento economico complessivo – comprensivo di tutte le voci contrattuali – non possa essere inferiore a quanto stabilito dai contratti principali. Inoltre, in caso di mancato rinnovo entro 12 mesi dalla scadenza, è previsto un adeguamento automatico pari al 30% dell’inflazione armonizzata.

Gran parte delle risorse, circa 934 milioni, è destinata agli incentivi all’occupazione. Il decreto introduce bonus per favorire le assunzioni di giovani under 35, donne e lavoratori nelle aree del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle Zone economiche speciali (Zes).

Gli sgravi contributivi arrivano fino a: 650 euro mensili per l’assunzione di giovani, che possono salire nelle regioni del Sud;
800 euro al mese per le lavoratrici svantaggiate nelle aree Zes;
incentivi anche per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti stabili.

L’obiettivo dichiarato è favorire il lavoro stabile e ridurre la precarietà, in linea con i dati più recenti sull’occupazione.

Il decreto interviene anche sul fronte della legalità e delle condizioni di lavoro. Sono previste norme contro il caporalato digitale e nuove garanzie per i rider, con sistemi di accesso alle piattaforme più sicuri e tracciabili per evitare abusi.

Accanto a questo, vengono introdotti incentivi per le imprese che adottano misure di conciliazione tra vita privata e lavoro, con contributi fino a 50mila euro annui per le aziende certificate.

La ministra del Lavoro Marina Calderone sottolinea che il provvedimento mira a promuovere occupazione di qualità, mentre la premier rivendica i risultati già ottenuti in termini di aumento degli occupati e riduzione del precariato.

Il decreto, nelle intenzioni dell’esecutivo, rappresenta un punto di partenza per un nuovo patto con le parti sociali, basato su crescita, stabilità e valorizzazione del lavoro.