Vittorio Sgarbi ha annunciato le sue dimissioni “irrevocabili” dal ruolo di sottosegretario alla Cultura, prima ancora di presentarle a Giorgia Meloni. L’addio del critico d’arte, secondo membro del governo a lasciare la carica dopo Augusta Montaruli, è stato accolto con un sospiro di sollievo nella maggioranza, considerando le controversie legate alle indagini su un quadro rubato e alle attività extra scrutinio del Garante della Privacy. Le sue dimissioni sono giunte durante un evento organizzato da Nicola Porro a Milano.
Sgarbi ha ringraziato la presidente del Consiglio per non avergli chiesto nulla, ma ha criticato il suo ministro, Gennaro Sangiuliano, definendolo un “uomo senza dignità”. La sua posizione ha causato imbarazzo tra gli alleati, con un’inchiesta in corso e una mozione di sfiducia delle opposizioni pendente in Aula alla Camera.
La premier aveva inizialmente atteso le conclusioni dell’Antitrust prima di prendere posizione sulla vicenda delle presentazioni a pagamento, fissate al 15 febbraio. Nel frattempo, l’opposizione aveva sollevato la questione di incompatibilità tra le attività extra governo di Sgarbi e il suo ruolo.
Sgarbi ha annunciato di fare ricorso al Tar, affermando di essere vittima di una “persecuzione mediatica evidente”. Critiche sono giunte anche da parte del Movimento 5 Stelle, che rivendica di aver avviato la battaglia, e il Partito Democratico, che solleva interrogativi su altri casi, inclusi quelli di Daniela Santanchè, Andrea Delmastro, e Francesco Lollobrigida.
Palazzo Chigi non ha ancora rilasciato commenti, e la sostituzione di Sgarbi sarà valutata nelle prossime settimane. La sua uscita ha lasciato scoperto anche il posto di Montaruli al ministero dell’Università e della Ricerca. La possibilità di una nuova nomina spetterebbe a Noi Moderati, con il nome della deputata Ilaria Cavo che già circola.










