A meno di due settimane dalle elezioni europee, la premier Giorgia Meloni si è presentata negli studi di Rai Tre per un’intervista in cui ha affrontato i temi principali della campagna elettorale.

Meloni ha chiarito la sua posizione sulla “madre di tutte le riforme”, il premierato. Ha risposto fermamente alle domande sull’eventualità di un referendum, affermando che non sarà un ostacolo per lei: “Se la riforma non passa, chi se ne importa. Non mi dimetterò e chiederò agli italiani di essere giudicata alla fine del mio mandato di cinque anni”. Ha sottolineato che il referendum riguarda il futuro del Paese e non la sua persona.
Passando alle questioni europee, Meloni ha discusso le possibili alleanze a Bruxelles. Non ha escluso collaborazioni con l’estrema destra, affermando di voler costruire una “maggioranza alternativa di centrodestra” e ribadendo che non è disposta a formare alleanze con la sinistra.
Meloni ha anche affrontato il caso giudiziario che coinvolge il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Ha criticato la lentezza delle misure cautelari e ha dichiarato che spetta a Toti valutare la situazione e prendere le decisioni migliori per i cittadini.
La premier ha criticato duramente il Superbonus, definendolo un “disastro da 220 miliardi di euro”, e ha attaccato il leader del M5s, Giuseppe Conte, per aver promosso la misura. Meloni ha assicurato che il governo si impegnerà a mantenere gli impegni e a concentrarsi su crescita e una politica di bilancio seria. Ha difeso il Patto di Stabilità negoziato dal suo governo, definendolo “sostenibile sulla carta” e migliore delle regole precedenti.
Meloni ha definito Ursula von der Leyen “pragmatica”, ma ha criticato la Commissione per le sue scelte ideologiche. Sulle politiche migratorie, ha annunciato che il protocollo Italia-Albania sarà operativo a breve e ha risposto alle critiche del Pd, difendendo la costruzione del centro per migranti come un progetto che “funzionerà e farà da apripista per le politiche migratorie in UE”. Ha ribadito la necessità di distruggere le reti dei trafficanti come opera umanitaria.

In conclusione, la premier ha ribadito l’impegno del suo governo a mantenere le promesse e a lavorare per il bene del Paese, senza timori per le sfide future.