I carabinieri hanno sequestrato un quadro attribuito al pittore del Seicento senese Rutilio Manetti, nel contesto di un’indagine che coinvolge il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi per presunto riciclaggio di beni culturali.
La Procura di Macerata ha recentemente iscritto Sgarbi nel registro degli indagati, accelerando le indagini con perquisizioni nei suoi domicili e il sequestro del dipinto da parte del Nucleo Tutela Patrimonio. Il quadro del 1600 raffigura ‘un giudice che condanna un uomo dal viso venerando dal profilo di San Pietro’, di autore ignoto ma con richiami ai pittori Solimena e il Cavallino.
Sgarbi ha consegnato spontaneamente l’opera nell’ambito di un atto finalizzato ai necessari “riscontri scientifici”. L’accusa a suo carico è di aver compiuto operazioni per ostacolare l’origine delittuosa del dipinto, aggiungendo una torcia e attribuendolo a Rutilio Manetti con il titolo ‘La cattura di San Pietro’. Sgarbi sostiene di aver trovato il quadro in un immobile acquistato dalla Fondazione Cavallini-Sgarbi.
Il dipinto, presentato come inedito di Rutilio Manetti nel 2021 a Lucca, è ora al centro di un’inchiesta che coinvolge la Procura maceratese e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma. Le indagini si estendono anche alle case di Sgarbi a Roma e nelle Marche, dove si trova il suo domicilio.
La Procura di Macerata ha delegato l’esecuzione di perquisizioni domiciliari al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma per compiere riscontri scientifici sul quadro sequestrato. Questo, individuato presso i magazzini di Ro Ferrarese, è nella disponibilità della Fondazione Cavallini-Sgarbi. Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato anche documenti potenzialmente utili all’inchiesta, come computer, carte e telefoni.
Sgarbi, dichiarandosi sereno, ha ribadito la sua titolarità sul quadro, definendo il dipinto rubato a Buriasco una brutta copia. La vicenda continua a suscitare interesse e sarà oggetto di ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.










