La Corte dei Conti solleva nuovamente dubbi sulla proroga dello scudo erariale, un tema che ha già creato tensioni con il governo e che è stato nuovamente sollevato durante la discussione del Milleproroghe. Questo tema è strettamente legato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), un aspetto cruciale per la magistratura contabile, che ha segnalato “diverse irregolarità” e ritardi significativi.

La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2024 ha fornito l’occasione per la Corte dei Conti di richiamare l’attenzione sulla proroga dello scudo erariale, già criticata in passato. Il sistema attuale sembra già garantire un equilibrio nella limitazione della responsabilità, rendendo quindi superflua ulteriori proroghe, secondo il presidente della Corte, Guido Carlino.

La riduzione dell’area di responsabilità potrebbe persino disincentivare gli amministratori virtuosi, avverte il procuratore generale Pio Silvestri, esprimendo la preoccupazione di tutti i magistrati riguardo agli interventi legislativi in tal senso.

La Corte ribadisce la necessità di interventi razionali e gradualità nelle riforme, sottolineando il ruolo cruciale dell’autonomia e dell’indipendenza come garanzia per i cittadini. Carlino richiama anche l’attenzione sulle criticità dei compiti giurisdizionali e di controllo, che sono stati indeboliti nel tempo.

Inoltre, la magistratura contabile sta già monitorando il PNRR, rilevando diverse irregolarità, dalla percezione indebita di risorse alla realizzazione di opere non conformi ai progetti.

Infine, la gestione della politica economica deve affrontare nuove sfide date dall’aggravarsi del contesto geopolitico, con l’esigenza di garantire un rientro graduale del rapporto debito-PIL e una gestione sostenibile del debito pubblico.

La Corte dei Conti sottolinea l’importanza di misure che, pur rispondendo alle esigenze di famiglie e imprese, assicurino un riequilibrio sostenibile delle entrate e delle spese pubbliche.