Il conflitto in Ucraina e i missili sono solo una parte della sfida che Vladimir Putin lancia all’Occidente. La sua strategia si articola su diversi fronti: economia, consolidamento delle alleanze e la convinzione che la resilienza della Russia superi quella dei Paesi della Nato e dell’UE. Questo piano a lungo termine è stato discusso durante un incontro a San Pietroburgo tra Putin e rappresentanti di agenzie internazionali, tra cui l’ANSA.

Putin, fermo sulle sue posizioni riguardo all’Ucraina, ha rilanciato minacce contro l’uso di missili Nato da parte di Kiev, promettendo conseguenze per l’Occidente e suggerendo di fornire missili a terze parti per colpire obiettivi Nato. Propone a Biden di interrompere la fornitura di armi all’Ucraina per terminare la guerra in tre mesi, sostenendo che l’intervento russo sia stato necessario per proteggere la popolazione russofona da un colpo di stato ucraino.

Sul fronte economico, Putin esalta i successi della Russia, vantando una crescita del 5,4% e criticando le politiche economiche europee, in particolare quelle di Germania e Francia, sostenendo che stiano danneggiando sé stessi. Inoltre, critica la gestione del dollaro negli Stati Uniti e ribadisce la convinzione che la Russia sia più resiliente rispetto ai Paesi occidentali.

Putin continua a rafforzare le sue alleanze con Cina, Iran e altri Paesi del sud globale. L’incontro ha visto la partecipazione di agenzie di Bielorussia, Azerbaigian, Kazakistan e Uzbekistan, dimostrando i solidi rapporti regionali. Con l’agenzia iraniana IRNA, ha ribadito la collaborazione sul nucleare e con la cinese Xinhua ha sottolineato gli interessi reciproci tra i due Paesi.

Un segnale importante del focus economico della strategia di Putin è il recente cambio al vertice del ministero della Difesa, con l’economista Andrey Belousov che ha sostituito Serghei Shoigu. Questo cambio evidenzia l’importanza di gestire attentamente le spese per sostenere l’economia di guerra nel lungo periodo.

L’incontro si è svolto nel quartier generale della Gazprom a San Pietroburgo, con un simbolico sfondo di tre bandiere – Russia, URSS e impero russo – visibili dalla vetrata. Da San Pietroburgo, Putin ha lanciato un messaggio chiaro che l’Occidente non può ignorare.