Parla il dott, Sebastiano Capurso, presidente nazionale Anaste  ( Associazione Nazionale Strutture Territoriali e per la Terza Età).  “Servono regole  e standard di servizi semplici e condivisi su  tutto il territorio nazionale, i servizi di base devono essere garantiti a tutti”. “Oggi la nostra associazione rappresenta gli operatori economici e i professionisti del settore di fronte alle istituzioni.” “Le residenze  rappresentano l’ultima casa per molti anziani, un aspetto importante che fa considerato sotto tutti i profili”

Di Francesco Vitale

E’ un momento di grande confusione, nel sociale e nel sanitario. Sono cambiate le strategie, le persone, i punti di riferimento, i bisogni. Ora con i milioni di euro del Pnrr si disegna un’altra sanità sul territorio. Ma non è detta che possa essere migliore e che la strada intrapresa sia quella giusta. In questi scenari la realtà degli anziani, dei soggetti non autosufficienti viene sottolineata solo accademicamente, le dalle Rsa, le strutture sanitarie private non come contenitori, ma come sostegno e ospitalità non vengono adeguatamente prese in considerazione.  Parliamo di grandi numeri, le Rsa sono più di quattromila, gli ospiti circa 250mila.  Affrontiamo questo ed altri temi con il dott. Sebastiano Capurso, presidente nazionale Anaste,  ( Associazione Nazionale Strutture Territoriali e per la Terza Età). L`Anaste è l`Associazione nazionale che rappresenta le imprese private di assistenza residenziale agli anziani, sia autonomi che non autosufficienti. L’associazione ha una sede nazionale a Roma e sedi periferiche in quasi tutte le Regioni: si configura  come una struttura a due livelli, in grado di affrontare sia i grandi problemi che riguardano l`intera categoria, sia le problematiche locali.
Partiamo dal discorso di sfondo. Quale è oggi la situazione?

Oggi stiamo affrontando le problematiche derivanti dalla riforma dell’assistenza territoriale, come previsto dal PNRR, anche alla luce dell’esperienza maturata nel corso della pandemia.

Dopo una fase caratterizzata da diverse proposte, sta maturando un consenso su alcuni punti fondamentali :la necessità di regole e standard di servizio  semplici e condivisi su tutto il territorio nazionale, per rendere omogeneo il mondo dell’assistenza socio-sanitaria, garantendo almeno gli stessi servizi di base ai cittadini di tutte le regioni, il ruolo centrale dell’assistenza residenziale e dell’assistenza domiciliare, attività complementari, che devono cooperare per garantire ad ogni utente le risposte specifiche alle proprie esigenze di cura e supporto; la condivisione dei sistemi di informatizzazione e digitalizzazione, così da rendere il sistema sempre più trasparente ed a misura di cittadino; l’urgenza di affrontare il problema della carenza drammatica di personale specializzato, specialmente medici, infermieri ed operatori socio sanitari; il reperimento di risorse per la revisione del sistema delle rette, non più sufficienti a coprire i costi dei servizi prestati dagli enti accreditati

Qual è oggi il ruolo di una associazione di categoria, quanto “pesa” nei rapporti di forza con la controparte, quali le priorità?

Specialmente durante la pandemia si è compreso quanto sia pesante la solitudine di chi opera ogni giorno sul territorio, quanto sia difficile muoversi singolarmente in un ambiente complesso e sconosciuto ; la necessità di superare questo meccanismo ha ridato vita ed energia alle associazioni, che offrono quegli elementi di condivisione e supporto agli imprenditori, che diventano parte di una comunità che condivide preoccupazioni, problemi, rischi e soluzioni. Insieme si lavora meglio.

Il ruolo di Anaste è oggi anche quello di rappresentare  gli operatori economici e i professionisti del settore nei confronti delle Istituzioni, rafforzandone la coesione e sviluppando obiettivi comuni, fornendo supporto tecnico e scientifico per indirizzare le scelte di politica sanitaria più utili per il settore e per i cittadini.La nostra proposta di RSA aperta sta diventando il modello di riferimento per il riordino del settore, che deve vedere la RSA – e il suo staff -protagonisti positivi del percorso di rinnovamento.

Cosa propone Anaste?

Anaste, soprattutto in un momento di grave crisi economica come quello attuale, propone una serie di servizi e consulenze specializzate in grado di supportare gli iscritti a condizioni economiche vantaggiose, in grado di assicurare concreti risparmi e maggiore sicurezza. punto di riferimento certo in un momento estremamente incerto. Le RSA non vanno considerate come un hospice, ma un luogo di assistenza in cui l’anziano non si deve sentire abbandonato e disorientato. Noi vogliamo proporre un modello operativo, vogliamo valorizzare le RSA

Oggi le residenze vengono viste spesso come contenitori, non viene riconosciuto il ruolo di sostegno, di ospitalità, di recupero quando è necessario…

Le RSA rappresentano la ultima casa di molti anziani, e nel corso della pandemia abbiamo assistito al rinsaldarsi dell’alleanza terapeutica, della solidarietà diretta tra operatori ed ospiti, che sono persone che abitano nelle strutture, vivono lì una fase della loro vita, ed all’interno di questa comunità sviluppano una autonoma rete di relazioni significative, impossibili a domicilio. Questi sono gli aspetti rilevanti da considerare, oltre, naturalmente, alla possibilità offerta dalle strutture di ricevere le cure mediche ed infermieristiche necessarie, il contatto continuo con le famiglie, anche con uscite programmate, le attività di socializzazione, animazione, educazionali, che rendono le loro vite soddisfacenti anche con attività di gruppo, possibili solo in questo contesto organizzativo.

Quanto illustrato coinvolge naturalmente sempre più personale composto da giovani motivati e specializzati nelle attività occupazionali e riabilitative.

 

In ultima analisi quali i vostri prossimi obiettivi?

 

Rendere consapevole l’opinione pubblica ed i decisori politici che il mondo delle RSA rappresenta una ricchezza per il nostro paese, oltre che una grande opportunità per sviluppare l’occupazione : abbiamo sempre più anziani, che sono sempre più longevi ma anche più bisognosi di cure, ai quali garantire una vecchiaia dignitosa e serena, in un ambiente familiare ed accogliente, e la possibilità quindi di creare migliaia di posti di lavoro qualificati.