L’Italia valuta di intervenire autonomamente per garantire il passaggio delle proprie navi mercantili attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso, senza attendere le decisioni della missione europea Aspides. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto al forum sulla Risorsa Mare a La Spezia.
Il ministro ha spiegato di aver concordato con il capo di Stato maggiore di avviare una valutazione operativa per consentire alle navi italiane di riprendere la navigazione nell’area, tornata sotto la minaccia degli Houthi dello Yemen. L’obiettivo è evitare che i tempi decisionali europei provochino ulteriori ritardi con conseguenze sull’economia e sui traffici commerciali.
Crosetto ha quindi chiesto ai vertici della Difesa di predisporre, in pieno coordinamento, un piano per garantire il libero transito attraverso lo stretto, valutando attentamente le condizioni operative e di sicurezza nel Mar Rosso.
La fregata italiana Bergamini si trova attualmente nel porto di Gibuti. Nell’area sarebbero presenti almeno una decina di mercantili con bandiera o armatore italiano interessati a ricevere una scorta per attraversare Bab el-Mandeb.
Nonostante le tensioni, dall’inizio dell’estate continuano a transitare nello stretto oltre 1.200 navi al mese. Il traffico sarebbe aumentato rispetto all’estate 2025, pur rimanendo ancora sensibilmente inferiore ai livelli precedenti alla crisi. Negli ultimi giorni la media sarebbe stata di circa 27 navi al giorno.
Una delle possibilità allo studio prevede che la fregata Bergamini venga temporaneamente sottratta al comando della missione Aspides e posta sotto comando nazionale per accompagnare i mercantili italiani che ne facessero richiesta. Il governo valuta inoltre l’eventuale impiego di un’altra unità missilistica, anche se per raggiungere lo stretto sarebbero necessarie circa due settimane.
Prima di procedere, il ministro ha chiesto di verificare se l’attuale quadro giuridico consenta di richiamare sotto comando nazionale mezzi delle Forze armate italiane già presenti nell’area oppure se sia necessaria una nuova autorizzazione parlamentare.
La situazione resta quindi in evoluzione. Secondo quanto riportato, gli Houthi avrebbero assicurato agli Stati Uniti di voler colpire soltanto mezzi navali sauditi. Eventuali nuove indicazioni potrebbero inoltre arrivare dall’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, mentre sul piano operativo la missione Aspides fa riferimento al comandante, l’ammiraglio greco Gryparis.
Nel frattempo la Bergamini resta a Gibuti, dove sono presenti anche unità cacciamine italiane. Nel Corno d’Africa opera inoltre un contingente di circa cento militari italiani.
Crosetto ha ribadito che la priorità è ripristinare il traffico delle navi italiane attraverso Bab el-Mandeb. L’interruzione delle rotte marittime, ha sottolineato, comporta ritardi nelle consegne, aumento dei costi e conseguenze sui prezzi per famiglie e imprese. Garantire la libertà di navigazione significa inoltre proteggere infrastrutture strategiche, collegamenti energetici e cavi attraverso i quali transitano dati e comunicazioni essenziali.
