Fedralog annuncia lo stop alla mobilitazione dopo sei giorni di disagi e tensioni. Il 22 ottobre il Consiglio dei ministri discuterà gli interventi a sostegno del settore, mentre il 27 è previsto un nuovo confronto con Matteo Salvini. Palazzo Chigi interviene per garantire la circolazione delle merci e i rifornimenti essenziali.
CALABRIA – Si apre uno spiraglio nella vertenza degli autotrasportatori che negli ultimi giorni ha provocato pesanti ripercussioni sulla viabilità e sulla distribuzione delle merci in diverse regioni del Sud Italia. Nella serata di mercoledì 21 ottobre, Fedralog, la Federazione regionale della logistica e degli autotrasporti, ha annunciato la sospensione immediata del fermo in Calabria, consentendo alle imprese aderenti di riprendere le attività.
La decisione arriva dopo giorni di presidi, rallentamenti e difficoltà negli approvvigionamenti, in un clima di crescente tensione tra gli operatori del settore e le istituzioni. La mobilitazione, tuttavia, non può considerarsi definitivamente conclusa: le associazioni attendono risposte concrete dal Governo per contrastare l’aumento dei costi di gestione, a cominciare da quello del carburante.
Fedralog sospende la protesta e rilancia il confronto con il Governo
La scelta di interrompere il fermo è maturata al termine di una nuova valutazione della situazione da parte dei rappresentanti degli autotrasportatori calabresi.
La federazione ha definito la sospensione una decisione difficile, assunta per senso di responsabilità nei confronti delle imprese, dei cittadini e della collettività, oltre che per evitare ulteriori conseguenze sulla sicurezza e sulla continuità dei servizi essenziali.
L’obiettivo è concedere un’ulteriore possibilità al dialogo istituzionale, in vista dell’incontro fissato per martedì 27 ottobre con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
Fedralog ha tuttavia chiarito che, qualora non arrivassero provvedimenti ritenuti adeguati alle richieste della categoria, la mobilitazione potrebbe riprendere con un’iniziativa nazionale: un corteo di mezzi pesanti diretto verso Roma.
Si tratta di un cambiamento significativo rispetto alla posizione espressa appena ventiquattr’ore prima. Il 20 ottobre, infatti, il coordinatore regionale Mario Pansini aveva annunciato la prosecuzione del fermo fino al 27, giudicando insufficienti le risposte ricevute durante il confronto con il Ministero.
Alla base della protesta c’è la difficile situazione economica denunciata dalle imprese dell’autotrasporto, alle prese con rincari che incidono in maniera crescente sulla sostenibilità delle attività.
Il prezzo del gasolio rappresenta una delle principali criticità, ma le rivendicazioni del settore riguardano anche i pedaggi autostradali, i costi dei collegamenti marittimi, le spese di manutenzione dei mezzi e la necessità di ottenere sostegni economici più tempestivi.
Le difficoltà risultano particolarmente marcate in Calabria, dove la distanza dai principali mercati di distribuzione del Centro-Nord e la forte dipendenza dal trasporto su gomma comportano costi logistici elevati.
Tra le richieste avanzate da Fedralog figurano agevolazioni sul carburante, interventi fiscali e misure per migliorare la competitività delle aziende. Le risorse già annunciate dal Governo, comprese quelle relative a contributi precedentemente stanziati, erano state inizialmente considerate insufficienti dai rappresentanti regionali.
Parallelamente alla decisione degli autotrasportatori calabresi, il Governo ha intensificato il confronto sulla gestione delle proteste e sulle conseguenze dei blocchi stradali.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto una riunione a Palazzo Chigi alla quale hanno partecipato i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Matteo Piantedosi e Francesco Lollobrigida e i sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano.
Durante l’incontro, il ministro dell’Interno Piantedosi ha riferito sui contatti con i prefetti dei territori maggiormente interessati dai blocchi, illustrando le misure adottate per contenere i disagi e garantire la circolazione.
Particolare attenzione è stata riservata alla distribuzione dei beni di prima necessità, con l’obiettivo di evitare interruzioni nelle consegne alimentari e farmaceutiche.
Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, le forze dell’ordine hanno già garantito la scorta a circa 500 autotrasportatori, permettendo loro di proseguire le attività in condizioni di sicurezza. Il servizio potrà essere assicurato anche ad altri operatori che ne faranno richiesta.
L’esecutivo ha ribadito la volontà di tutelare il diritto alla protesta, ma anche la libertà di circolazione e il regolare svolgimento delle attività economiche, annunciando un’azione di contrasto alle condotte illegali connesse ai blocchi.
Sul fronte dell’ordine pubblico, il Ministero dell’Interno ha disposto controlli nei confronti dei manifestanti coinvolti nei presidi che ostacolano la circolazione, soprattutto in Campania.
Secondo i dati diffusi il 21 ottobre, il bilancio delle attività di controllo comprende 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzionate amministrativamente.
Il Governo ha confermato l’intenzione di intervenire contro eventuali condotte illegali, pur riconoscendo il diritto degli autotrasportatori a manifestare per le proprie rivendicazioni economiche.
Gli effetti della mobilitazione si sono estesi ben oltre la circolazione stradale, coinvolgendo la distribuzione alimentare, le attività produttive e i servizi di trasporto.
In Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, numerosi punti vendita hanno registrato carenze di prodotti freschi, tra cui frutta, verdura, latte e carne. Le difficoltà nelle consegne hanno inoltre provocato accumuli di merci deperibili nei magazzini e sui mezzi pesanti.
Particolarmente delicata anche la situazione delle aziende agroalimentari. Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop ha segnalato il rischio di interruzioni produttive, mentre Legacoop Agroalimentari ha stimato danni per circa 30 milioni di euro in cinque giorni nel solo comparto del kiwi giallo.
Le ripercussioni hanno interessato anche il settore aeroportuale: secondo quanto riportato dall’ANSA e confermato da Reuters, le difficoltà negli approvvigionamenti di carburante hanno coinvolto gli scali di Crotone e Reggio Calabria.
La sospensione del fermo calabrese potrebbe contribuire a un progressivo miglioramento della situazione, ma la normalizzazione delle consegne richiederà il recupero dei ritardi accumulati.
L’attenzione si concentra adesso sui prossimi appuntamenti istituzionali.
Per giovedì 22 ottobre è stato convocato un Consiglio dei ministri dedicato alle misure economiche a sostegno dell’autotrasporto e del settore agricolo.
Tra gli interventi annunciati figurano lo sblocco di contributi già stanziati, ulteriori strumenti di sostegno contro il rincaro del carburante e incentivi per il rinnovo dei mezzi. Secondo Reuters, il Governo ha destinato complessivamente circa un miliardo di euro nel 2026 agli interventi per il settore, una cifra che comprende diverse misure e che non deve essere confusa con nuove risorse interamente aggiuntive. Il secondo appuntamento sarà quello del 27 ottobre, quando gli autotrasportatori torneranno a confrontarsi con Matteo Salvini.
La sospensione annunciata da Fedralog costituisce dunque una tregua, non la conclusione della vertenza. Le imprese chiedono provvedimenti capaci di incidere concretamente sui costi del trasporto e di assicurare maggiore sostenibilità economica al comparto.
Dalle decisioni del Governo e dall’esito del prossimo incontro ministeriale dipenderà la possibilità di trasformare l’attuale apertura al dialogo in un accordo duraturo, evitando una nuova stagione di blocchi e disagi per cittadini e imprese.
