La tragica morte di Alexei Navalny, l’oppositore russo, continua a sollevare interrogativi e ad alimentare polemiche. Secondo una fonte citata dal Times, il leader politico sarebbe stato ucciso da un “pugno al cuore” dopo essere stato esposto per lungo tempo a condizioni di congelamento. Questa nuova ipotesi emerge mentre la vedova Yulia Navalnaya ha accusato direttamente il presidente Vladimir Putin di aver avvelenato il marito con l’agente nervino Novichok.

La madre di Navalny, Lyudmila, ha lanciato un appello a Putin per riavere il corpo del figlio, ma una Corte russa ha fissato l’udienza al 4 marzo, oltrepassando il periodo di 14 giorni annunciato dagli investigatori russi per effettuare esami chimici sul corpo.

La nuova ipotesi sulla morte di Navalny, avanzata da Vladimir Osechkin, fondatore del gruppo per i diritti umani Gulagu.net, suggerisce che i lividi trovati sul corpo dell’oppositore siano compatibili con la tecnica del “pugno unico” utilizzata dai sicari del KGB sovietico. Si ipotizza anche che Navalny sia stato costretto a trascorrere più di due ore e mezza all’aperto, in condizioni climatiche estreme, prima della sua morte.

Il governo britannico ha imposto sanzioni su sei funzionari russi ritenuti responsabili della morte di Navalny, mentre l’UE ha raggiunto un accordo di principio su nuove sanzioni contro la Russia. Tuttavia, il presidente russo Putin ha mantenuto il silenzio e si è impegnato in attività pubbliche, tra cui la partecipazione a una manifestazione sportiva internazionale.

Anche negli Stati Uniti, la morte di Navalny ha suscitato reazioni. L’ex presidente Donald Trump ha commentato che sarebbe stato meglio per Navalny non tornare in Russia nel 2021, mentre il presidente Joe Biden ha criticato Trump per non aver condannato Putin in relazione alla morte dell’oppositore russo.

Intanto, il dissidente russo Vladimir Kara-Murza ha accusato personalmente Putin della morte di Navalny, sottolineando il suo ruolo diretto nel trattamento dell’oppositore. Inoltre, è emersa la notizia dell’arresto di una cittadina russo-americana con l’accusa di alto tradimento, alimentando ulteriori speculazioni e tensioni nelle relazioni internazionali.