Brasilia DF 03 08 2018 Ativistas fazem ato em defesa da descriminalização do aborto Participantes do Festival Pela Vida das Mulheres caminham do Museu Nacional da República até o Supremo Tribunal Federal (STF). Em frente à Corte, as ativistas fizeram um ato em defesa da descriminalização do aborto.Fabio Rodrigues Pozzebom/Ag. Brasil

Sul fronte delle politiche riguardanti l’aborto, la Valle d’Aosta si trova al centro di una controversia che coinvolge le pratiche all’interno delle strutture sanitarie pubbliche. Secondo quanto denunciato dall’associazione che gestisce il Centro Antiviolenza di Aosta, alcuni volontari stanno imponendo alle donne intenzionate ad abortire di ascoltare il battito fetale, promettendo anche supporto economico o beni di consumo, con l’obiettivo dichiarato di dissuaderle dalla loro scelta.

Questa situazione è emersa poco dopo l’approvazione da parte del Senato di un provvedimento che consente ai gruppi Pro-Vita di partecipare attivamente all’organizzazione dei Consultori. Le reazioni non si sono fatte attendere: associazioni e opposizioni, tra cui Alleanza Verdi e Sinistra, hanno condannato fermamente l’ascolto forzato del battito fetale. Anche la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, ha espresso disapprovazione, sottolineando che questa non è una pratica appropriata per sostenere le donne in difficoltà durante la gravidanza.

Nonostante le affermazioni dell’associazione e le reazioni delle istituzioni, né la Regione Valle d’Aosta né l’azienda sanitaria locale hanno confermato la veridicità di queste pratiche. Tuttavia, l’argomento ha sollevato una discussione più ampia sull’aborto e sull’assistenza alle donne in situazioni delicate.

Il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha espresso il suo dissenso sull’aborto, definendolo un atto privo di futuro per la società. Altre voci autorevoli, come quella della presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, hanno condannato queste pratiche come contrarie ai principi democratici e come una forma di pressione psicologica inaccettabile sulle donne.