di WANDA CHERUBINI

 Levata di scudi ieri nella Tuscia alla notizia dell’arrivo di rifiuti nucleari radioattivi che la provincia potrebbe dover ospitare.  Sarebbero 14 i Comuni “papabili” che il Governo ha selezionato per entrare a far parte del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.   Questi sono Ischia di Castro, Canino, Cellere, Montalto, Tessennano, Tuscania, Arlena, Piansano, Tarquinia, Soriano, Vasanello, Vignanello, Gallese, Corchiano.

Erano sei anni che gli italiani attendevano l’arrivo di una lista ufficiale, visto che da troppo tempo l’Italia continuava a inviare all’estero le proprie scorie. Attualmente, sono Gran Bretagna e Francia a “ospitarle”. A redigere il piano, su disposizioni governative, è stata la società Sogin, incaricata del decomissionamento degli impianti nucleari. Le aree potenzialmente idonee per ospitare i pericolosi rifiuti sono 67 in totale, distribuite in quasi tutto il Paese. Il compito dell’Italia è quello di realizzare il deposito entro il 2025 per evitare sanzioni.  Il sito dovrà contenere circa 78 mila metri cubi di rifiuti a “bassa e media intensità”. Successivamente, a questi si potranno aggiungere altri 17 mila metri cubi di scorie ad “alta attività”, per un massimo di 50 anni. La spesa per la realizzazione dell’importante ma poco amato impianto ad alta tecnologia sarà di circa 900 milioni di euro. Nello specifico sarebbero 22 i luoghi “ideali” presenti nel Lazio, di cui ben 14 ubicati nella Provincia di Viterbo. Alla notizia si sono da più parti levati i no, a partire dalla Lega con Durigon e Fusco per proseguire con Fdi e l’interrogazione fatta dal deputato Mauro Rotelli, per proseguire con il consigliere regionale del Pd, Enrico Panunzi, Rifondazione comunista, Legambiente, Orizzonte Lazio,  i sindaci dei Comuni indicati nella mappa, ma anche quelli, come il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, che ha dato il suo sostegno per dire no ai rifiuti radioattivi nella Tuscia, sostenendo i primi cittadini dei comuni indicati a contenere le scorie radioattive. Il no secco arriva anche dalla popolazione che da subito si è messa all’opera e su iniziativa del sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, ha avviato una raccolta di firme online per dire no ai rifiuti radioattivi nel Viterbese. Intanto, per lunedì 11 gennaio è prevista la call conference tra i Sindaci della Provincia di Viterbo per discutere e approfondire il tema dello stoccaggio dei rifiuti radioattivi. La consultazione è stata organizzata dalla Provincia di Viterbo grazie all’interessamento del Consigliere Regionale Enrico Panunzi, dopo la pubblicazione della Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che individua tra le 67 zone idonee alcuni Comuni della Provincia di Viterbo. Al dibattito prenderanno parte il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut e l’Assessore Regionale per Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento Massimiliano Valeriani, per discutere il tema insieme ai Sindaci della Provincia.
La Provincia di Viterbo, in qualità di Casa dei Comuni della Tuscia, ha ritenuto fondamentale procedere con un incontro per fare il punto della situazione coinvolgendo tutti gli attori coinvolti, per fare chiarezza su un tema importante per il territorio che merita la giusta attenzione e il confronto tra le parti.