Le riforme istituzionali sono diventate un banco di prova per il governo, come dimostrato dal precedente di Matteo Renzi. Tuttavia, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non si lascia intimidire. Durante il Festival dell’Economia a Trento, ha dichiarato con determinazione: “Il premierato è una riforma necessaria in Italia. O la va o la spacca: non sono qui per sopravvivere”.

Poco dopo, sullo stesso palco, la segretaria del PD, Elly Schlein, ha risposto alle dichiarazioni di Meloni, criticando la riforma proposta: “Farà saltare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, indebolendo il presidente della Repubblica”. Schlein ha anche ironizzato sulla responsabilità del governo Meloni, chiedendo quando smetterà di scaricare colpe sui governi precedenti.

Meloni ha chiarito le sue alleanze e strategie in Europa, sottolineando punti in comune con Marine Le Pen su immigrazione, transizione verde e identità europea, ma escludendo unificazione tra il partito dei conservatori e ID. Ha anche difeso l’assegno unico, criticando la Commissione Europea per una procedura di infrazione contro l’Italia e ha sospeso il redditometro per rivedere la norma sull’evasione fiscale.

Schlein ha attaccato il governo, accusandolo di incoerenza e di favorire i furbi con 19 condoni in 19 mesi. Ha anche insistito sulla disponibilità al confronto diretto con Meloni, che però non è avvenuto, rimandando tutto all’esito del voto del 9 giugno.

Sul tema dei migranti, Meloni ha difeso l’accordo con il premier albanese Edi Rama, definito un flop dal PD, ma ha ribattuto: “Rama ha smentito”. A margine del festival, Schlein ha criticato il silenzio di Meloni sulla vicenda Toti, definendolo “il silenzio degli indecenti”. Fuori dal teatro, un gruppo di anarchici e studenti ha protestato, controllato a distanza dalla polizia in assetto antisommossa.