Manuela Petrangeli, fisioterapista di 50 anni, è stata uccisa in pieno giorno dall’ex compagno Gianluca Molinaro a Roma, nel quartiere Portuense. La donna stava per entrare in macchina dopo il lavoro per andare a prendere il figlio a casa dei nonni, quando Molinaro, a bordo di una Smart, si è avvicinato e ha sparato con un fucile, uccidendola sul colpo.

L’allarme è scattato poco prima delle 14, quando alcuni passanti hanno segnalato gli spari in via degli Orseolo. Nonostante i soccorsi, Manuela è deceduta sul posto. I carabinieri hanno subito avviato le ricerche del colpevole, che si sono concluse rapidamente poiché Molinaro si è costituito poco dopo in una caserma vicina. L’uomo, già accusato di stalking in passato, ha confessato il delitto e consegnato l’arma ai militari.

Dai primi accertamenti, sembra che non ci fossero denunce precedenti da parte di Manuela contro Molinaro, nonostante i dissidi tra i due. La coppia, separata da tre anni, aveva un figlio di 9 anni. Manuela, poco prima di morire, aveva rassicurato il bambino con una telefonata dicendogli: “Amore, sto arrivando da te”.

I colleghi di Manuela, sconvolti, hanno raccontato di non aver mai notato segnali di pericolo nella sua vita. La descrivono come una persona sorridente e una professionista eccellente. Molinaro, operatore sociosanitario con una passione per lo sport, aveva precedenti per atti persecutori e stalking. La sua ex compagna, Debora Notari, che lo aveva denunciato per maltrattamenti in passato, lo ha convinto a costituirsi dopo il delitto.

Il femminicidio ha suscitato forti reazioni. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha espresso profonda tristezza per l’accaduto, mentre la Cisl Fp, il sindacato a cui Manuela era iscritta, ha dichiarato: “Tragedie come questa non devono più accadere”. In mattinata, attiviste del movimento ‘Bruciamo tutto’ hanno protestato contro la violenza sulle donne con un blitz alla sede Rai di viale Mazzini, gettando vernice rossa sull’ingresso e sullo storico cavallo.