Bombardato per due volte dall’esercito russo tra ieri sera e la notte scorsa l’impianto chimico Azot a Severodonetsk, dove si sono rifugiati circa 800 civili, 200 dipendenti e circa 600 residenti.

A riferirlo il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, riportato da Ukrinform. Dentro la fabbrica ci sarebbero anche alcune unità militari ucraine che, secondo i combattenti filorussi, sarebbero arretrati in seguito all’assalto dell’esercito di Mosca.

Il capo militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai ha scritto su Telegram che con le armi a lungo raggio occidentali l’Ucraina potrebbe “ripulire (dalle truppe russe) Severodonetsk in due o tre giorni”. Le truppe ucraine hanno ucciso ieri 30 soldati russi ed hanno distrutto tre depositi di munizioni, due veicoli corazzati da combattimento e quattro veicoli militari di Mosca, secondo quanto riportato dal comando operativo Sud di Kiev. La Russia ha schierato altri 30 carri armati T-62 a Vasylivka, un villaggio a circa 35 chilometri a sud di Zaporizhzhia (sud). Le forze ucraine hanno lanciato oltre 1.100 attacchi aerei contro l’esercito russo dall’inizio della guerra il 24 febbraio scorso, secondo il comando dell’aeronautica di Kiev.