La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia incorona “Woman Unknown” di May el-Toukhy, vincitore del Leone d’Oro. Il film della regista danese conquista anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, assegnata alla protagonista Mathilde Arcel, tra le interpreti più apprezzate dell’edizione 2026.

La giuria internazionale, presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, ha scelto i vincitori dopo aver visionato i 21 film in concorso.

Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato a “Possible Love” di Lee Chang-dong, produzione sudcoreana incentrata sull’incontro e sul confronto tra due coppie appartenenti a mondi sociali molto differenti. Il Leone d’Argento per la migliore regia è stato invece assegnato a Ilya Khrzhanovsky per “Dau”, monumentale opera dedicata allo scienziato sovietico Lev Landau.

Tra i riconoscimenti più attesi anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, conquistata da John Malkovich per “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh. L’attore interpreta un agente della Cia sopra le righe, ruolo che aveva già raccolto molti consensi tra i critici presenti al Lido.

Il premio per la migliore sceneggiatura è andato a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per “Un Bon Petit Soldat”, film che vede nel cast anche Alba Rohrwacher. Il Premio Marcello Mastroianni, riservato a un giovane attore o attrice emergente, è stato invece assegnato a Malou Khebizi per “15/18 (A Place to Heal)” di Cédric Kahn.

Particolare attenzione anche per “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, documentario con testimonianze di militari legate alla guerra a Gaza, al quale la giuria ha attribuito il Premio Speciale della Giuria.

Delusione, invece, per il cinema italiano nel concorso principale. Nonostante la presenza di cinque film, nessuna opera italiana è riuscita a ottenere un riconoscimento. Un risultato in controtendenza rispetto alle ultime edizioni: nel 2022 Luca Guadagnino aveva conquistato il Leone d’Argento per la regia con “Bones and All”, nel 2023 lo stesso premio era andato a Matteo Garrone per “Io capitano”, mentre nel 2024 “Vermiglio” di Maura Delpero aveva ottenuto il Gran Premio della Giuria. Nel 2025 erano arrivati inoltre il Premio Speciale della Giuria a “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi e la Coppa Volpi a Toni Servillo per “La Grazia” di Paolo Sorrentino.

Le soddisfazioni italiane sono comunque arrivate dalla sezione Orizzonti, dove “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci ha conquistato due riconoscimenti: il premio per la migliore interpretazione maschile a Riccardo Scamarcio e quello per la migliore sceneggiatura a Tommaso Landucci e Damiano Femfert.

Il premio Orizzonti per il miglior film è stato assegnato a “Diane in the Loop” di Ann Sirot e Raphaël Balboni, mentre Jacqueline Lentzou ha ottenuto il riconoscimento per la migliore regia con “A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra”. Il Premio Speciale della Giuria Orizzonti è andato a “House of the Wind” di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, opera che ha conquistato anche il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.

Tra gli altri riconoscimenti, il Premio degli spettatori Armani Beauty è stato assegnato a “I Matter” di Alina Șerban, mentre “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini è stato scelto come miglior film restaurato di Venezia Classici.

Sul fronte Venice Immersive, il Gran Premio è andato a “The Pigeon Ting” di Shixin Tao e Yuqi Zhang, mentre “Out of the Ashes” ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria.

A completare il palmarès dell’edizione 2026, i Leoni d’Oro alla carriera a George Clooney ed Ellen Burstyn, il Cartier Glory to the Filmmaker Award a Luca Guadagnino e il Campari Passion for Film Award a Serena Rossi.

Si chiude così un’edizione giudicata di alto livello, con un palmarès fortemente internazionale e con “Woman Unknown” protagonista assoluto della serata conclusiva.