Emma Bonino è morta ieri a Roma all’età di 78 anni, dopo un peggioramento delle condizioni di salute. La storica leader radicale si è spenta nella Casa di Cura Nostra Signora della Mercede, dove era stata trasferita dopo un ricovero all’Ospedale Santo Spirito.
Nei giorni precedenti le sue condizioni si erano aggravate. Il 7 settembre Bonino era arrivata al Santo Spirito in codice rosso ed era stata ricoverata in terapia intensiva. Successivamente era stata trasferita nella struttura privata romana, dove è avvenuto il decesso.
La camera ardente sarà allestita nella Protomoteca del Campidoglio domenica 13 settembre, dalle 12 alle 19, e lunedì 14 settembre, dalle 10 alle 19. Le esequie di Stato, in forma laica e con commemorazione ufficiale, sono invece previste per martedì 15 settembre alle 12.30, sempre nella Protomoteca.
Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo politico e istituzionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il lungo impegno di Bonino nella vita pubblica italiana, sottolineandone la coerenza e la determinazione nelle battaglie radicali, liberali, femministe ed europeiste.
Nel corso della sua attività politica Bonino si è distinta per l’impegno contro la fame nel mondo e la pena di morte, per il sostegno al Tribunale penale internazionale e, negli ultimi anni, per una più forte integrazione europea.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso il proprio cordoglio, ricordando Bonino come una figura dalla voce forte e riconoscibile, capace di portare avanti per decenni le proprie idee con determinazione. Il governo ha inoltre annunciato l’organizzazione delle esequie di Stato.
Con la scomparsa di Emma Bonino si chiude una delle pagine più longeve e riconoscibili della storia radicale e politica italiana.
