VITERBO- Nel 2021, l’unità operativa complessa di Medicina Nucleare, diretta da Stefano Maccafeo, ha erogato 1150 esami scintigrafie miocardiche, di cui il l0% (circa 120 esami) a pazienti residenti in altre province laziali o fuori regione. E, ancora, sempre nello stesso lasso di tempo: 90 sono le tomoscintigrafie cerebrali con tracciante recettoriale eseguite per lo studio della malattia di Parkinson, con una mobilita attiva del 20% (17 pazienti); 74 sono le scintigrafie corporee globali erogate con cellule autologhe marcate per lo studio di processi flogistici, anche in questo caso con una mobilità attiva del 30% (25 pazienti).

Un trend consolidato anche dall’andamento dei dati di attività che si stanno producendo nell’anno in corso e che confermano quanto la Medicina nucleare di Belcolle sia ormai una presenza integrata e determinante all’interno di alcuni percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali attivi presso la Asl di Viterbo, ma anche quanto l’unità operativa sia un punto di riferimento per i cittadini assistiti di un’ampia area, quella del Lazio Nord, dove non sono presenti altre strutture, oltre a quella viterbese.

“L’équipe di Medicina nucleare – commenta il direttore Stefano Maccafeo – da 18 anni opera presso la Asl di Viterbo. Un periodo sufficientemente ampio, nel quale abbiamo sviluppato e accresciuto i nostri livelli di qualità e di professionalità. Oggi è una presenza imprescindibile è un alleato importante per molte altre unità operative. Penso ad esempio ai colleghi oncologi, cardiologi o neurologi. La nostra struttura esegue esami diagnostici con tutte le scintigrafie di comune impiego clinico. Eroga, tra l’altro: terapie con radioiodio per l’ipertiroidismo, terapie del dolore nelle metastasi scheletriche, radiosinoviortesi, terapie del tumore della prostata con alfa emittenti. E, ancora, esegue la chirurgia radioguidata in collaborazione con le tutte le chirurgie dell’azienda, per le biopsie del linfonodo sentinella e per la paratiroidectomia mini-invasiva. Penso, solo per portare un esempio, al nostro apporto che da anni garantiamo, sotto questo punto di vista all’interno della Breast unit, nella presa in carico delle donne con tumore al seno. Per quanto riguarda, invece, la scintigrafia, si tratta di un esame importante, perché consente di vedere come un organo funziona. I traccianti radioattivi non differiscono dai normali costituenti corporei: per la nostra tiroide non c’è differenza tra iodio radioattivo e iodio stabile. L’osso non distingue i fosfonati radioattivi da quelli stabili. Seguendo le loro tracce nel corpo, ci è permesso spesso di identificare i primi segni di una malattia, quando questa non ha ancora sovvertito la struttura degli organi, ma la loro funzione comincia a essere alterata. In questo modo cerchiamo di rendere visibile l’invisibile, percepire le trasformazioni patologiche del nostro corpo prima che divengano clinicamente evidenti”.