VITERBO – È stato riaperto questa mattina il centro semiresidenziale distrettuale diurno Non ti scordar di me per malati di Alzheimer. La struttura era stata chiusa con l’arrivo della pandemia e mai più riaperta. Sul posto, in occasione della riapertura della struttura comunale, ubicata a San Martino al Cimino, in via Abate Lamberto, la sindaca Chiara Frontini e l’assessore alle politiche sociali Patrizia Notaristefano, insieme al personale sanitario Asl e ai responsabili del settore servizi sociali del Comune impegnati nelle attività e nel coordinamento della struttura comunale. “Oggi abbiamo restituito al territorio una struttura importante, necessaria, in alcuni casi indispensabile – ha spiegato l’assessore Notaristefano -. Al momento saranno otto i nuovi ospiti. In questi mesi ci siamo trovati a dover gestire e risolvere una serie di criticità, alcune anche piuttosto complesse. È stato necessario dare una forte accelerata alle procedure che insieme alla ASL abbiamo affrontato per portare a termine in meno di un mese questo importante obiettivo. Grazie a una seria sinergia tra le istituzioni preposte e coinvolte nei vari progetti si ottengono importanti risultati come questo. Quella di oggi è stata la più bella risposta alle tante accorate richieste da parte dei familiari dei malati che chiedevano a gran voce la riapertura del centro”.

Tra i presenti alla cerimonia di questa mattina, il dottor Giuseppe Cimarello, direttore del dipartimento cure primarie, le dottoresse Nicoletta Salvatori, Barbara Longo e Antonella Marsiglioni e il dottor Paolo Salotti. Ed è stato proprio il responsabile della rete territoriale per le demenze Asl Salotti a illustrare alcuni dettagli sul centro semiresidenziale distrettuale. “Il centro riprenderà con i precedenti orari, ovvero il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 13. In questa prima fase i pazienti verranno accompagnati sul posto dai familiari. All’interno del centro si porteranno avanti attività riabilitative, di tipo ricognitivo, occupazionale, sociale, relazionale. La struttura fornisce un servizio terapeutico molto prezioso per il malato e al tempo stesso garantisce un grande supporto nell’assistenza quotidiana ai familiari”. “Un primo risultato possibile – ha sottolineato la sindaca Frontini prima del taglio del nastro -. Primo risultato di una metodologia che stiamo applicando in maniera più o meno sistematica a tutto il lavoro che l’amministrazione sta portando avanti. Lavorare sull’esistente, ripristinando servizi e strutture, in un’ottica di miglioramento. In questo caso abbiamo ridato vita a un luogo chiuso con l’arrivo della pandemia e non più riaperto. Da oggi in poi lavoreremo per migliorare i servizi forniti agli ospiti e per offrire un ulteriore supporto ai loro familiari”. Sul posto, in occasione della riapertura, alcune delle persone che usufruiranno della struttura e i loro familiari, il dottor Pierangelo Conti e la dottoressa Rosalba Costa, rispettivamente coordinatore del servizio sociale e assistente sociale del Comune di Viterbo e le rappresentanti della cooperativa Il Mosaico. Presente alla cerimonia anche il consigliere comunale Marco Bruzziches.