Allora cessato allarme, torniamo tutti alla vita normale? Anche gli ospedali? Al di là dell’odioso slogan “Non abbassiamo la guardia” non ci sono segnali chiaro dal palazzo del potere della sanità laziale.  Il terrore di commettere un passo falso e di doverlo poi scontare in termini di consenso supera ogni cosa. Non è un caso che gli “scienziati” abbiamo smesso ormai di fare passerella, non sanno più che dire e non si  vogliono esporre. La gente percepisce questo clima sospeso e ha paura. Chi pensava che le  strade si sarebbero riempite,c he ci sarebbe stata la corsa ai negozi riaperti è rimasto deluso. Siamo tutti prudenti, pochi sgarrano, c ‘è confusione sull’uso delle mascherine (grottesco) e sui controlli in negozi, bar e ristoranti, ma tutto finisce lì. Gli addetti ai lavori temono invece seri contraccolpi sul sistema sanitario regionale. Stressato per settimane, riconvertito ad uso pandemia e oggi nuovamente riportato ad una normalità che già era emergenza quotidiana per una serie di problemi  strutturali, quel sistema reagisce male. Le operazioni di restyling forzate disturbano una creatura sana, ma un corpaccione malato come la sanità laziale fatica a recuperare, a resettarsi, a cercare una efficienza che non c’èra prima del Coronavìrus. I problemi che la pandemia ha messo drammaticamente in mostra vanno risolti in ogni caso, quelli che in queste settimane sono stati accantonati tornano ora prepotentemente alla ribalta. Le ricette per risolverli non andavano bene prima, non andranno bene neanche adesso. Fateci caso, fino a qualche giorno fa sul palcoscenico c ‘era la situazione delle Rsa sul tavolo, oggi non se ne parla più, ci siamo lavati pilatescamente le mani affidando ad un “pensatoio” il compito di affrontare nelle sue linee generali il problema dell’assistenza alla terza età. Ma non è uno dei problemi chiave? Pazienza, quando avremo un po’ di tempo e le idee chiare ci penseremo. E avanti così, senza una strategia. Basso profilo, facciamo finta di niente, che i sindacati bussano in Regione per avere aiuto in termini del rinnovo del famoso contratto della sanità privata. Minacciano sciopero. Ma è un gioco delle parti. Gli imprenditori privati non sono in grado di reggere un rinnovo contrattuale, lo hanno già detto. La Regione, che dovrebbe intervenire e fare la sua parte non ha le risorse per farlo.  Avanti così nella triangolazione, ma nessuna delle tre parti può reggere forzando la mano agli altri. Meglio uno stallo assoluto. Aspettando Godot (non sappiamo che faccia possa avere…)

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