Si è tenuto a Roma il 28 ottobre, presso la Sala Folchi dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata, il seminario organizzato da Azienda ospedaliera e dalla Asl Roma 2, in collaborazione con Federsanità, sulla “Transizione come strumento deflattivo utile alla pubblica amministrazione”. Possiamo transigere? E’ questa la domanda che regolarmente si propone nel corso di una procedura per responsabilità sanitaria all’Azienda coinvolta. Qual è la risposta dell’ente? Quali i limiti e quali le coordinate intorno a cui intraprendere una tale procedura? Questi i temi del seminario, che è stato aperto con la proiezione del video dell’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato, che ha voluto rivolgere un saluto a tutti i presenti, relatori e partecipanti, sottolineando l’importanza di un confronto su un tema così determinante e strategico nel contenzioso del sistema sanitario.
Ad introdurre i lavori Tiziana Frittelli, Presidente Nazionale di Federsanità e Direttore generale dell’AO San Giovanni, che ha spiegato: ”Il seminario è stato uno straordinario momento di confronto in materia di accordo transattivo quale strumento utile alle Aziende Sanitarie per la definizione bonaria delle controversie e pertanto argomento di grande livello strategico e di grande impatto economico. Ringrazio i relatori di questo convegno, sicuramente il primo dedicato a questo tema, occasione preziosa per comprendere gli orientamenti giurisprudenziali in materia ai fini di una maggiore tutela dei professionisti della sanità pubblica”.
Nel corso dell’evento sono intervenuti Pio Silvestri, Procuratore Capo Regionale Corte dei Conti, Marco Smiroldo, Procura Generale Corte Conti, Laura Monfeli, Procura Regionale Corte dei Conti, Lia A¬nito, Procura della Repubblica di Roma, Amelia Pellettieri, Tribunale civile di Roma, Massimo Micheli, Avvocatura interna ASL Roma 2, Moderatore Avvocato Dario Imparato.
Le conclusioni sono spettate a Cristiano Camponi, Coordinatore Forum Direttori amministrativi di Federsanità e Direttore amministrativo della ASL Roma 2 , che ha affermato: “Si tratta di un tema difficile da risolvere poiché anche nei casi in cui possa risultare evidente una responsabilità dell’Azienda Sanitaria, il timore di agire senza la certezza che la firma di una transazione prima di un provvedimento almeno dichiarativo dell’autorità giudiziaria, porti ad una responsabilità erariale, blocca qualunque azione del Dirigente che deve firmare la delibera conciliativa”.
Dal momento che si tratta di un tema in continua evoluzione, dal dibattito è emersa la necessità di avere un “piccolo vademecum”, una sorta di linee guida su come muoversi in quest’ambito.